Berlusconi: «le decisioni saranno prese al g8»
Il premier britannico: «Ripulire le banche». Sarkozy e Merkel vogliono provvedimenti contro i paradisi fiscali«NULLA È DECISO» - «È assolutamente essenziale arrivare a una nuova architettura del sistema finanziario internazionale - ha detto il cancelliere -. Non ci accontenteremo di impegni generali». «Senza nuove regole non ci sarà fiducia e senza fiducia non ci sarà ripresa economica» ha aggiunto il presidente francese. Ma Sarkozy chiarisce che la strada è lunga: «Nulla è ancora deciso sul documento finale. Solo nella giornata di oggi ho visto quattro o cinque testi successivi. Sembrava che il documento fosse stato adottato prima ancora che i capi di Stato si riunissero». Il presidente francese lo aveva detto prima di partire per Londra: «Non accetterò falsi compromessi».
BERLUSCONI - Sulla querelle circa il ruolo del G20 è intervenuto anche il presidente del Consiglio Berlusconi, sottolineando il ruolo del summit italiano di luglio: «Credo adotterà qualche decisione opportuna e immediata, ma è al G8 che si pensa che verrà redatto il nuovo codice dei comportamenti finanziari ed economici mondiali». Lasciando il Claridge’s Hotel per una serie di appuntamenti ufficiali dal principe Carlo, dalla regina e dal premier Brown, Berlusconi ha detto di non avere in agenda un incontro bilaterale con Obama: «Non ci sono argomenti nuovi su cui intrattenerci: abbiamo tutto chiaro».
BROWN E LE BANCHE - L'accordo tra i grandi sembra limitarsi alla necessità di predisporre subito interventi incisivi. «Questa crisi peggiorerà se non agiremo. In questa situazione non c'è l'opzione di non fare nulla - ha detto Gordon Brown -. Il G20 deve dare risposte globali a problemi globali. Non possiamo accettare una soluzione sul minimo comune denominatore. Usa e Gran Bretagna hanno da sempre un rapporto speciale e questo rapporto ha ora nuovi obiettivi, quelli di trovare soluzioni concrete alla crisi in atto». A tal proposito il primo ministro ha elencato una serie di test cui sarà necessario fare fronte: un sistema di controllo delle banche, prendere le misure necessarie per far ripartire la crescita, sostenere la cooperazione economica internazionale e la crescita dei Paesi in via di sviluppo, respingendo il protezionismo. Come misure di stimolo, Brown ha auspicato almeno 100 milioni di dollari di finanziamento agli interscambi commerciali.
OBAMA - Un richiamo a un «terreno comune» che superi le divergenze è arrivato dal presidente americano. Obama ha promesso misure «aggressive» contro la crisi. Il 2009, ha spiegato, sarà un anno difficile, soprattutto se si guarda al volto umano della crisi economica e finanziaria mondiale, ma le persone non dovrebbero «sacrificare il futuro per paura del presente». Secondo il presidente Usa il mondo deve respingere il protezionismo e i leader del G20 devono «concentrarsi sui punti in comune», piuttosto che sulle loro divergenze. Dal canto loro gli Stati Uniti sono pronti a fare qualsiasi cosa per stimolare la crescita e la domanda e assicurare che crisi come questa non si ripetano.
INSODDISFATTI - Ma la bozza del documento finale del G20 non soddisfa Francia e Germania. In una telefonata al capo dell'Eliseo, Brown ha «riaffermato la volontà di una maggiore regolamentazione finanziaria e una posizione molto ferma nei confronti dei paradisi fiscali». «Non darò il mio assenso a un meeting falso - ha ribadito il presidente francese - che porti a decisioni inutili e che non affronti veramente i problemi che abbiamo», minacciando anche di lasciare il G20. La minaccia del ritiro non è piaciuta ad Angela Merkel: «Non è l'idea migliore», fa dire seccamente a un portavoce. In serata Sarkozy stempera i toni: «Ho fiducia in Obama - ha detto -. Sono certo che ci aiuterà e che ci capirà». Nel corso della giornata il presidente Usa aveva più volte parlato di «enorme consenso» tra i leader. Alla sua prima visita ufficiale in Europa, ha affermato che il summit non arriverà a un accordo su ogni singolo punto in discussione ma ha respinto l'idea che l'incontro possa concludersi con un nulla di fatto a causa delle divergenze fra i Paesi che puntano sull'importanza della regolamentazione e quelli che spingono per nuovi pacchetti di stimolo. «L'idea principale è che il governo debba fare dei passi per affrontare un mercato globale in contrazione e che noi dovremmo sostenere la crescita - ha detto Obama -. Questo non è in discussione».
L'AGENDA - Fitta l'agenda del presidente americano che, tra imponenti misure di sicurezza, ha attraversato un Londra blindata. Dopo l'incontro con Brown a Downing Street, Obama ha visto in giornata per la prima volta gli omologhi russo, Dmitry Medvedev, e cinese, Hu Jintao. In serata incontro con la regina Elisabetta II. Giovedì inizia il summit del G20 e la partita è tutta da giocare. Il giorno dopo l'inquilino della Casa Bianca partirà per il vertice Nato a Strasburgo e Khel, in Germania. Sabato sarà a Praga e domenica ad Ankara in Turchia per un incontro con il premier Tayyip Erdogan.
01 aprile 2009





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