quinta-feira, 11 de junho de 2009

La Ferrari diffida Mosley . Ecclestone chiede i danni - La Stampa, it - link (aqui)

Ecclestone


11/6/2009 (7:42)

F1, minacce incrociate
STEFANO MANCINI
TORINO
La Ferrari non accetterà una iscrizione d’ufficio al prossimo Mondiale, Bernie Ecclestone non accetterà un campionato alternativo, Max Mosley non accetterà una Formula 1 al di fuori delle sue regole. È una partita di poker, il futuro della F1. E si avvicina il momento in cui i giocatori devono voltare le carte. Domani la Federazione pubblicherà l’elenco delle squadre ammesse alla prossima stagione. Secondo indiscrezioni, il Cavallino sarebbe inserito in automatico sulla base di un accordo sottoscritto nel 2005. A scanso di equivoci, al termine dell’ennesima riunione delle otto squadre Fota, il dg ferrarista Stefano Domenicali ha così puntualizzato: «Faremo di tutto per trovare una soluzione accettabile per le parti coinvolte. Se questo non fosse possibile, la Fia non potrà includerci nel prossimo campionato».

Mossa seguente: domani si riunirà l’associazione dei costruttori europei, presieduta dal numero uno della Renault Carlos Ghosn, che ieri è entrato per la prima volta a gamba tesa nella querelle: «Noi siamo gli attori dello spettacolo, le entrate e il controllo della F1 devono tornare nelle nostre mani. Gli intermediari si sono arricchiti abbastanza». Più duro ancora l’intervento di Ecclestone. Assediato dalle tv, che non vogliono un Mondiale depotenziato dalla fuga dei top team, il padrone dei diritti economici ha così minacciato: «Se provano a creare una propria serie avranno grossi problemi. Dovessero contattare emittenti o società legate a me contrattualmente, non me ne starei con le mani in mano. Qualsiasi azione potrebbe costare loro centinaia di milioni». Vie d’uscita? La scadenza di domani non è così decisiva. Mosley potrebbe ammettere le due scuderie a lui fedeli (Williams e Force India) più tre nuove, lasciano vacanti gli altri otto posti. Ci sarebbe così il tempo per continuare le trattative e firmare il nuovo Patto della Concordia, che specifica diritti e doveri delle squadre. La data limite si sposterebbe al 24 giugno, quando a Parigi si riunirà il Consiglio mondiale dell’Automobile. Lì Mosley avrà una via d’uscita onorevole: dire che grazie a lui la F1 ha tagliato i costi e far ripristinare le vecchie regole. Oppure insistere: e allora sarà scissione.

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