I lavori nella seconda galleria. Ponteggi per un mese, a stagione già avviata. «Nessun pericolo per le persone»
MILANO - È la sorpresa, culturalmente parlando, della stagione. Chiude il loggione del Teatro della Scala per consentire i lavori di bonifica di alcune (piccole) parti di amianto ritrovate nei locali luci del sopravolta. Una sorpresa soprattutto perché l’intervento, inizialmente e ovviamente programmato per agosto in coincidenza con il periodo di riposo del teatro, è invece slittato fino a questi giorni, con il risultato che la seconda galleria del Loggione (circa 270 posti) resterà off limits per tutto settembre. Particolare non irrilevante: in questo mese, oltre alle prove dei prossimi spettacoli, sono già in cartellone diversi appuntamenti a partire dall’inaugurazione del fortunato Festival MiTo, che per la sua terza edizione apre i battenti venerdì 4 settembre con una esibizione della Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta dal maestro Yuri Temirkanov. Subito dopo, oltre al concerto inaugurale della stagione dell’Orchestra Verdi, sono previste le repliche del «Sogno di una notte di mezza estate», in un paio delle quali è attesa l’esibizione di Roberto Bolle e dell’Orfeo di Monteverdi.E i biglietti venduti? Gli organizzatori di MiTo sono riusciti in extremis a garantire un posto agli oltre 200 loggionisti che avevano acquistato un biglietto per le zone oggi coperte da un ponteggio: a loro, dopo che si saranno rivolti alle biglietterie, verrà garantito un cambio ticket e, probabilmente, una poltrona migliore. Nulla è invece ancora stato definito per il resto della programmazione: nel senso che, come fanno sapere dalla Fondazione, «verranno comunque garantiti posti alternativi a tutto il nostro pubblico valutando ogni volta le disponibilità delle serate». Un pasticcio, insomma. Le tracce di amianto risalirebbero agli anni ’50/60 e sono state rinvenute lo scorso dicembre «durante i lavori che hanno riguardato la disposizione di nuove luci su aree che non erano state esaminate nel corso della ristrutturazione del 2002», viene spiegato da Palazzo Marino. L’amministrazione comunale e la Fondazione Teatro alla Scala, in accordo con la Asl erano subito intervenute incapsulando le parti interessate in attesa di avviare la bonifica vera e propria. Nessun pericolo, comunque: le continue campionature dell’aria nei locali interessati hanno sempre escluso la presenza di polveri.
Detto questo, il via ai lavori previsto per il 23 luglio è slittato di un mese «perché la Asl ha chiesto la mappatura dell’intera area». I commenti si sprecano: eccesso di zelo da parte della Asl? Leggerezza degli uffici comunali che non hanno considerato le esigenze del cartellone e i diritti degli spettatori? Difficile trovare una spiegazione ad una vicenda che, ribadiscono sia da Palazzo Marino che dalla Fondazione, «è di per sé irrilevante». A complicare ulteriormente il quadro, c’è il fatto che i lavori vengono svolti in orari notturni per non compromettere le prove in corso e lo svolgimento degli spettacoli programmati: quindi, un intervento che avrebbe potuto esaurirsi in pochissimi giorni si protrae, comprese le verifiche conclusive, per un mese. Già oggi, dunque, in prossimità della seconda galleria del Loggione ci sono i ponteggi che permettono al personale specializzato di «sigillare ermeticamente tutte le fonometrie presenti nella volta». Un mesetto di ponteggi in piena stagione nel tempio della musica. E, culturalmente parlando, non è il massimo.
Elisabetta Soglio01 settembre 2009





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