terça-feira, 1 de setembro de 2009

Amianto alla Scala, loggione inagibile - Corriere Della Sera, it - link (aqui)

Una veduta del teatro Alla Scala di Milano. In alto, il «loggione» (Ansa)



I lavori nella seconda galleria. Ponteggi per un mese, a stagione già avviata. «Nessun pericolo per le persone»

MILANO - È la sorpresa, culturalmente parlando, del­la stagione. Chiude il loggio­ne del Teatro della Scala per consentire i lavori di bonifica di alcune (piccole) parti di amianto ritrovate nei locali lu­ci del sopravolta. Una sorpre­sa soprattutto perché l’inter­vento, inizialmente e ovvia­mente programmato per ago­sto in coincidenza con il peri­odo di riposo del teatro, è in­vece slittato fino a questi gior­ni, con il risultato che la se­conda galleria del Loggione (circa 270 posti) resterà off li­mits per tutto settembre. Particolare non irrilevante: in questo mese, oltre alle pro­ve dei prossimi spettacoli, so­no già in cartellone diversi ap­puntamenti a partire dal­l’inaugurazione del fortunato Festival MiTo, che per la sua terza edizione apre i battenti venerdì 4 settembre con una esibizione della Orchestra Fi­larmonica di San Pietroburgo diretta dal maestro Yuri Temi­rkanov. Subito dopo, oltre al concerto inaugurale della sta­gione dell’Orchestra Verdi, so­no previste le repliche del «So­gno di una notte di mezza estate», in un paio delle quali è attesa l’esibizione di Roberto Bolle e dell’Orfeo di Monte­verdi.

E i biglietti venduti? Gli or­ganizzatori di MiTo sono riu­sciti in extremis a garantire un posto agli oltre 200 loggio­nisti che avevano acquistato un biglietto per le zone oggi coperte da un ponteggio: a lo­ro, dopo che si saranno rivol­ti alle biglietterie, verrà garan­tito un cambio ticket e, proba­bilmente, una poltrona mi­gliore. Nulla è invece ancora stato definito per il resto del­la programmazione: nel sen­so che, come fanno sapere dalla Fondazione, «verranno comunque garantiti posti al­ternativi a tutto il nostro pub­blico valutando ogni volta le disponibilità delle serate». Un pasticcio, insomma. Le tracce di amianto risalirebbe­ro agli anni ’50/60 e sono sta­te rinvenute lo scorso dicem­bre «durante i lavori che han­no riguardato la disposizione di nuove luci su aree che non erano state esaminate nel cor­so della ristrutturazione del 2002», viene spiegato da Pa­lazzo Marino. L’amministra­zione comunale e la Fondazio­ne Teatro alla Scala, in accor­do con la Asl erano subito in­tervenute incapsulando le parti interessate in attesa di avviare la bonifica vera e pro­pria. Nessun pericolo, comun­que: le continue campionatu­re dell’aria nei locali interessa­ti hanno sempre escluso la presenza di polveri.

Detto questo, il via ai lavori previ­sto per il 23 luglio è slittato di un mese «perché la Asl ha chiesto la mappatura dell’in­tera area». I commenti si spre­cano: eccesso di zelo da parte della Asl? Leggerezza degli uf­fici comunali che non hanno considerato le esigenze del cartellone e i diritti degli spet­tatori? Difficile trovare una spiegazione ad una vicenda che, ribadiscono sia da Palaz­zo Marino che dalla Fondazio­ne, «è di per sé irrilevante». A complicare ulteriormen­te il quadro, c’è il fatto che i lavori vengono svolti in orari notturni per non compromet­tere le prove in corso e lo svol­gimento degli spettacoli pro­grammati: quindi, un inter­vento che avrebbe potuto esaurirsi in pochissimi giorni si protrae, comprese le verifi­che conclusive, per un mese. Già oggi, dunque, in prossi­mità della seconda galleria del Loggione ci sono i ponteg­gi che permettono al persona­le specializzato di «sigillare ermeticamente tutte le fono­metrie presenti nella volta». Un mesetto di ponteggi in pie­na stagione nel tempio della musica. E, culturalmente par­lando, non è il massimo.

Elisabetta Soglio
01 settembre 2009

0 comentários: