quinta-feira, 1 de outubro de 2009
Após a terceira dose - bar é poesia
permanecem...
(luiz alfredo motta fontana)
permanecem
com todo o frescor de novo
o aroma
a maciez
as curvas
o percorrer dos sentidos
permanecem
mesmo que
condenados
ao fado de memórias
Bar é poesia - Wania

Seqüestro-relâmpago...
(Wania, Porto alegre, RS)
Gosto quando me raptas de mim
E cerceia minha liberdade nos muros de teu corpo
Da alcova fazemos carcére
Sou refém do seu bel- prazer...
Gozamos a recompensa!
Bar é poesia - Líria Porto

rimas caninas
(Líria Porto)
corações perdigueiros
farejam e caçam
amores verdadeiros
o meu vira-lata
também vai à cata
237 RAGIONI PER FARE SESSO Donne: basta al sesso per amore. Si fa solo se serve a qualcosa - la Repubblica, it - link (aqui)

Molti pensano che lo facciano solo per amore. In realtà, esistono 237 motivi perché una donna decida di andare a letto con un uomo. Non uno in più, non uno in meno. Almeno secondo Cindy Meston e David Buss, due psicologi dell’Università del Texas, che li hanno raccontati tutti in un libro: Why Women Have Sex, uscito nelle librerie americane il 29 settembre.
Dalle confessioni esaminate dagli autori emerge che il sesso si fa soprattutto per provare piacere. Poi c'è chi lo fa per trovare amore, chi preferisce il sesso fisico, chi quello emotivo o materiale, chi lo fa solo per aumentare la propria autostima, per mantenere un amante o per costrizione. E ancora, c’è chi si concede per noia e chi perché lo considera come l’unico antidodo contro il mal di testa e la sindrome premestruale. O c'è chi vuole rubare un uomo a un'altra donna.
I SEGRETI DI MILLE DONNE
Meston e Buss hanno intervistato 1.006 donne, provenienti da tutto il mondo, sulle proprie abitudini sessuali, e così facendo hanno identificato 237 ragioni diverse per cui fanno sesso. Perché l’hanno fatto? Gli autori di Why Women Have Sex hanno osservato che nella storia della sessualità è stato esaminato l’orgasmo femminile e maschile, ma nessuno ha mai chiesto a una donna perché fa sesso. “La risposta – dichiara Meston – per molti era scontata: per stare bene. In realtà abbiamo scoperto che l’amore è soltanto uno dei motivi”. E snocciola un lungo elenco: per la carriera, per droga, per baratto, per vendetta, per ritornare con un partner dopo un tradimento. In altre parole le donne strumentalizzano il sesso in ogni fase del rapporto con un uomo: per averlo, per sbarazzarsene, per puro compiacimento, per farlo ingelosire.
SESSO PER AVERE L’UOMO FEDELE
Una donna si sente attratta da un uomo per gli ormoni. L’odore è infatti uno dei motivi principali per cui si fa sesso. Ma anche la simmetria del visto vuole la sua parte. “In pratica – spiega l’autore – è come se ci fosse una decodifica dei tratti somatici”. E così la mascella, l’altezza e la forma del corpo sono importanti. Insomma è come se si percepisse che quel corpo sia perfettamente conformato al proprio, un’estensione naturale adatta a procreare. Una donna però poi prende atto che l’uomo ha un patrimonio genetico differente da suo, che lo porta a fecondare molti corpi femminili sani, e quindi preferisce il compromesso. Meglio un compagno meno passionale ma più fedele. Avrà pochi benefici genetici ma molti vantaggi perché non scapperà via. E il sesso diventa l’arma per averlo. Perciò si dice che le donne sposino i ragionieri. “Ti stanno intorno e non scappano via”. E poi, una buona finzione al momento giusto appaga l’uomo e fa credere a tutti che la relazione vada a gonfie vele.
PER PIACERE O PER AMORE
L’assioma per cui le donne lo fanno per amore e gli uomini per gioia è sempre valido? Non è più così. Meston e Buss hanno le idee chiare, il primo obiettivo del sesso al femminile è l’orgasmo. I risultati dello studio parlano chiaro la risposta più gettonata è “lo faccio per il piacere fisico”. Solo dopo si parla di “amore romantico”, e in molte hanno dichiarato di usare il sesso per trovarlo. Non è un caso che l’Oms abbia una commissione dedicata all’orgasmo femminile.
PER RUBARLO O PER METTERLO IN GABBIA
Molte scelgono l’uomo già in coppia, quelli che vogliono molto sesso e poco impegno. E come si fa a rubarlo? Blandendo l’arma di una notte intensa e gli strumenti sono: tacchi alti, gonne corte e rossetto. Il risultato, confermano le intervistate, è garantito. Poi ci sono le donne-guardiane, fanno in modo che il piacere diventi una gabbia che impedisca all’uomo di fuggire. E non solo dimostrano al proprio lui di averlo in pugno, ma spesso ostentano all’esterno una relazione sessuale sana. Un segnale per le ex: “Abbandonate ogni speranza di riconquista”.
PER PIETÀ O COME MERCE DI SCAMBIO
Mai fatto sesso per pietà? Chi ha risposto ‘Sì’ a questa domanda, è gente che fa assistenza agli anziani, chi si giustifica dicendo che è un “sesso stanco ma voluto”. E ancora c’è chi usa il picere per provare a ottenere ciò che vuole: droga, borse, posti di lavoro, la droga. Attenzione non è prostituzione, ma solo una forma di baratto: c’è chi fa sesso perché il ragazzo tagli il prato o porti fuori la spazzatura, chi per avere in cambio una cena.
COME MEDICINA O COME DIPENDENZA
Poi c'è chi fa il sesso per sentirsi meglio. Si alleviano i dolori mestruali ma passa anche l’emicrania, perché durante il rapporto si rilasciano endorfine sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica, oltre che eccitante. E ancora, alcune donne fanno sesso per sentirsi costrette a fare qualcosa, per avere un senso di dipendenza.
C’è chi lo fa per una questione ormonale, chi per amore, chi per piacere. Ma questi sono solo alcuni dei motivi per cui una donna si concede, probabilmente ce ne sono di più. Tu perché lo fai?
(30 Settembre 2009)
Berlusconi declara la guerra a la RAI - El País, es - link (aqui)
Silvio Berlusconi, entrevistado durante la campaña electoral del año pasado en el programa Porta a porta de la RAI.- APLos medios de Il Cavaliere llaman a no pagar el canon de la televisión pública italiana tras la emisión de unas declaraciones de la prostituta Patrizia D'Addario
MIGUEL MORA - Roma - 01/10/2009
El programa Annozero, de RAI2, emitió el pasado jueves un fragmento de una entrevista a Patrizia D'Addario realizada por EL PAÍS. La prostituta de lujo de Bari ya ha recorrido medio mundo narrando sus dos visitas a la residencia romana del primer ministro, Silvio Berlusconi, y su candidatura municipal, de la mano del reclutador de escorts y velinas (azafatas televisivas) Gianpaolo Tarantini. Pero el programa de Michele Santoro ha sido el primero que ha emitido sus declaraciones en la televisión pública italiana. Y el Gobierno, que ha tratado de ocultar a los televidentes los detalles de este escándalo, está indignado.
Berlusconi ha celebrado su 73 cumpleaños declarando la guerra no sólo a Santoro, sino a todos los programas críticos de la RAI. Olvidando -o quizá no- que es a la vez el dueño y vicepresidente de Mediaset, es decir, de la competencia, su ministro de Desarrollo Económico, Claudio Scajola, ha afirmado que la televisión pública italiana debe abrir expediente a Annozero, una emisión que a su juicio es "basura" y no cumple los requisitos del servicio público.
En un movimiento de despiste, Berlusconi afirmó ayer que en realidad el programa de Santoro le conviene, porque da votos a la derecha. Poco después, Santoro redobló el reto y anunció que D'Addario será entrevistada en directo hoy jueves. Flavia Perina, directora del periódico vinculado a Alianza Nacional, Il Secolo, dijo que no participará en el programa por la presencia de la escort.
El ataque contra la RAI, que Berlusconi considera un nido de comunistas y farabutti (sinvergüenzas), ha sido furioso y en abanico. Por un lado, dos periódicos controlados por el magnate (Il Giornale, propiedad de su hermano Paolo; y Libero, dirigido por un peón de confianza, Maurizio Belpietro) han lanzado una campaña que anima a los ciudadanos a no pagar el canon de la RAI. Ambos publican cada día un módulo que permite apostatar de lo que han bautizado como tasa Santoro.
Mientras, la Liga Norte, el socio radical del Gobierno, ha exigido la abolición del canon. Y Daniela Santanchè, amiga personal de Il Cavaliere y líder del ultraderechista Movimiento por Italia, ha plantado en las calles unos quioscos en los que recoge firmas.
Se trata de una iniciativa de tintes teatrales y con algunos visos de ilegalidad, dado que es una llamada general a la evasión fiscal, hábito popular en Italia y al que Berlusconi nunca ha sido del todo ajeno, según indican algunos de sus procesos y de sus discursos públicos.
Pero los especialistas piensan que el primer ministro italiano jamás abolirá este canon, porque es, precisamente, la garantía de la prosperidad de Mediaset, que sólo en el primer semestre de 2009 ha ingresado un total de 1.631,6 millones de euros.
El canon, un impuesto directo que se paga una vez al año -cada familia abona 107 euros-, sirve para aportar fondos y limitar el tiempo de la publicidad en la RAI. Gracias a la contribución de 20 millones que hacen las familias, la televisión pública ingresa 1.600 millones de euros anuales, y eso le permite tener solamente una hora de publicidad al día por cada cadena. Ese techo ayuda a los canales privados -tres de Mediaset, uno marginal de Telecom Italia- a duplicar sus ingresos.
Stefano Ballasone, ex consejero de la RAI, explica que hay en este momento un 20% de evasores del canon en Italia, "sobre todo en Sicilia y en Campania", pero advierte de que "si se extiende la moda de no pagar, la televisión pública no tendrá forma de cobrarlo".
"En todo caso", matiza, "si desapareciera el canon no sería ningún drama, sino un bien para el mercado televisivo. Mediaset emite cinco horas de publicidad al día, y factura el doble que la RAI aunque ambos se reparten la audiencia al 50%. Sin canon, en un mercado libre, Berlusconi perdería el control de la RAI y dinero en Mediaset. Así que lo que está buscando con la campaña no es atacar al canon, sino a la izquierda que todavía hay en la RAI".
La clave de esta ofensiva es hacer que parezca un movimiento espontáneo de indignación popular. El Gobierno italiano lleva semanas lanzando la idea de que todo aquello que suena antiberlusconiano no es servicio público, sino mera subversión. Ahora, el viceministro para las Comunicaciones, Paolo Romani, ha amenazado también al programa satírico de RAI3 Parla con me, que el pasado martes emitió un gag sobre dos chicas que se quedan encerradas en un baño del palazzo Grazioli.
La intervención gubernativa llega en un momento de gran tensión mediática, tanto por las amenazas de Berlusconi a los medios críticos -incluidas las peticiones millonarias de daños en causas civiles a los diarios La Repubblica y L'Unità-, como por la delicada situación que vive la libertad de información en este país. Los sindicatos han convocado una manifestación en defensa de la información libre, el sábado en Roma.
Para el primer ministro, "es una farsa total; Italia es el país donde hay más libertad de información".









