quinta-feira, 1 de abril de 2010
La descrizione di un attimo
le convinzioni che cambiano
e crolla la fortezza del mio debole per te
anche se non sei più sola perché sola non sai stare
e credi che dividersi la vita sia normale
ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
la sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo poteva succedere.
E poi cos'è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo adesso
dopo quasi cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima
e come sempre sei bellissima.
Mi hanno detto dei tuoi viaggi
mi hanno detto che stai male
che sei diventata pazza
ma io so che sei normale
mi chiedi di parlare adesso
perché i numeri e il futuro non ti fanno preoccupare
vorrei poterti credere
sarebbe molto più facile
rincontrarci nei pensieri
distesi come se fossimo
sospesi ancora nell'attimo in cui poteva succedere.
E poi cos'è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivedremo presto
fra almeno altri cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima
e come sempre sei bellissima perché
come sempre sei la descrizione di un attimo.
Mina e Adriano Celentano - Io ho te
Io ho te(1998)
Io ho te
tu ma che cos'hai
in un momento non sei più tu
ma come mai sei ancora qui
Ma che cos'hai
ma cosa non ho
sono le stesse parole che io
ancor non ti ho detto
comunque vada comunque sia
io non ti perdo
sei qui con me, noi
Ma io ho te
è solo un timido pretesto
ma io ho te
insieme noi e quando vuoi
sai far morire la mia mente
è un vuoto e vago senso che
ma io ho ancora te e non vorrei
vorrei...
È un dolce suono
che io ho dite
tu che te ne vai
noi equidistanti da un punto blu
che luce è solo per noi
Ma che cos'hai
ma cosa non ho
non ho le mie eteree illusioni
che volano in fretta
comunque vada comunque sia
io non ti perdo
sei qui con me io con te
Ma io ho te
è solo un timido pretesto
ma io ho te
insieme noi e quando vuoi
sai far morire la mia mente
è un vuoto e vago senso che
ma io ho ancora te e non vorrei
ma se vuoi
lucio battisti - acqua azzurra acqua chiara
Acqua azzurra acqua chiara
(Battisti-Mogol)
Ogni notte ritornar
per cercarla in qualche bar,
domandare ciao che fai
e poi uscire insieme a lei.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere.
Nei tuoi occhi innocenti
posso ancora ritrovare
il profumo di un amore puro,
puro come il tuo amor.
Ti telefono se vuoi
non so ancora se c'e' lui ...
accidenti che faro'
quattro amici trovero'.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere.
Nei tuoi occhi innocenti
posso ancora ritrovare
il profumo di un amore puro,
puro come il tuo amor
Da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere...
Sono le quattro e mezza ormai
non ho voglia di dormir
a quest'ora, cosa vuoi,
mi va bene pure lei.
Ma da quando ci sei tu
tutto questo non c'e' piu'.
Acqua azzurra, acqua chiara
con le mani posso finalmente bere
Acqua azzurra, acqua chiara
Nei tuoi occhi innocenti....
Lucio Battisti - ♥ PenSieri e ParoLe ♥
Pensieri e parole
(Battisti-Mogol)
Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai, che ne sai
e di un mondo tutto chiuso in una via
e di un cinema di periferia
che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai.
Conosci me la mia lealtà
tu sai che oggi morirei per onestà.
Conosci me il nome mio
tu sola sai se è vero o no che credo in Dio.
Che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un amore profano
la paura d'esser preso per mano, che ne sai
l'amore mio
che ne sai di un ragazzo perbene
è roccia ormai
che mostrava tutte quante le sue pene:
e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai
la mia sincerità per rubare la sua verginità,
sì tu lo sai
che ne sai.
Davanti a me c'è un'altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.
Conosci me
che ne sai di un viaggio in Inghilterra
quel che darei
che ne sai di un amore israelita
perché negli altri ritrovassi gli occhi miei
di due occhi sbarrati che mi han detto bugiardo è finita.
Che ne sai di un ragazzo che ti amava
che parlava e niente sapeva
eppur quel che diceva chissà perché chissà
si tu lo sai
adesso è verità.
Davanti a me c'è un'altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.
Roberto Vecchioni - Signor Giudice (Un signore così così)
Signor giudice
le stelle sono chiare
per chi le può vedere
magari stando al mare.
Signor giudice
chissà chissà che sole
si copra per favore
che le può fare male.
Immaginiamo che avrà
cose più grandi di noi
forse una moglie
troppo giovane
e ci scusiamo con lei
d'importunarla così
ma ci capisca
in fondo siamo uomini
così così
Abbiamo donne abbiamo amici così così
leggiamo poco leggiamo libri così così
e nelle foto veniamo sempre così così
Signor giudice
lei venga quando vuole
più ci farà aspettare
più sarà bello uscire.
Signor giudice
si compri il costumino si mangi l'arancino
col suo pomodorino
Noi siamo tanti siam qua,
già la chiamiamo papà
di quei papà
che non si conoscono
quel giorno quando verrà giudichi senza pietà
ci vergognamo tanto d'essere uomini
così così
Sogniamo poco sogniamo sogni così così
abbiamo nonne abbiamo mamme così così
e quasi sempre sposiamo mogli così così
se ci riusciamo facciamo figli così così
abbiamo tutti le stesse facce così così
viaggiamo poco, vediamo posti così così
ed ogni sera ci ritroviamo così così
Signor giudice
noi siamo quel che siamo
ma l'ala di un gabbiano
può far volar lontano
Signor giudice
qui il tempo scorre piano
ma noi che l'adoriamo
coi tempo ci giochiamo
L'ombra sul muro non è
una ragazza però
ci fai l'amore per abitudine
Lei certamente farà
quello che è giusto per noi
che ci fidiamo e continuiamo a vivere
così così così così....
Sappiamo poco sappiamo cose così così
ci accontentiamo perchè noi siamo così così
a casa nostra ci sono quadri così così
e se c'è sole è sempre sole così così
sogniamo poco sogniamo sogni così così
e nelle foto veniamo sempre così così
ed ogni sera ci ritroviamo così così.
Roberto Vecchioni - Samarcanda
Ridere, ridere, ridere ancora,
Ora la guerra paura non fa,
brucian le divise dentro il fuoco la sera,
brucia nella gola vino a sazietà,
musica di tamburelli fino all'aurora,
il soldato che tutta la notte ballò
vide tra la folla quella nera signora,
vide che cercava lui e si spaventò.
"Salvami, salvami, grande sovrano,
fammi fuggire, fuggire di qua,
alla parata lei mi stava vicino,
e mi guardava con malignità"
"Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re,
presto, più presto perché possa scappare,
dategli la bestia più veloce che c'è
"corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh
Fiumi poi campi, poi l'alba era viola,
bianche le torri che infine toccò,
ma c'era tra la folla quella nera signora
stanco di fuggire la sua testa chinò:
"Eri fra la gente nella capitale,
so che mi guardavi con malignità,
son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
son scappato via ma ti ritrovo qua!"
"Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignità,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua.
Non è poi così lontana Samarcanda,
corri cavallo, corri di là...
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arriverà
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo oh oh
Receitas do bar - Baccalà in “zimino”

ORIGINE:LIGURIA
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
- • 500 g di baccalà già ammollato
- • 1 kg di bietole
- • 1 spicchio di aglio
- • 1 ciuffetto di prezzemolo
- • olio extravergine di oliva
PREPARAZIONE
Mondate e lavate in più acque le bietole, poi mettetele ancora grondanti dell’acqua dell’ultimo risciacquo in una capace pentola e fatele cuocere a fuoco moderato per circa 5 minuti senza aggiunta di altra acqua. Scolatele, strizzatele e tagliatele grossolanamente.Sbucciate e tritate l’aglio con il prezzemolo e fate soffriggere entrambi in una larga padella con 2 cucchiai di olio; mettetevi poi il baccalà in tranci, fateli cuocere su tutti i lati fino a quando cominceranno ad assumere una colorazione appena dorata, quindi pepate, toglieteli dalla padella e teneteli da parte in caldo.
Nella stessa padella unite le bietole, pepate e fatele insaporire a fuoco basso per 1-2 minuti, fino a quando risulteranno appassite ma ancora piuttosto umide. Trasferite le verdure e tutto il fondo di cottura nel vaso del frullatore, azionate l’apparecchio e riducete le bietole in salsa (zimino), aggiungendo eventualmente altro olio per ottenere una consistenza liquida ma non troppo.
Versate un cucchiaio di salsa sul fondo dei piatti individuali, sopra adagiatevi un trancio di baccalà e servite subito, decorando a piacere con spicchi di pomodoro ed erbe aromatiche.
O bar e os acessórios

Baldinini
Sandalo in nabuk forato effetto rete e budelotto in vitello leggero arrotolato con filo di spago. Plateau e cinturino in ayers.
- Prezzo: 490,00 euro
- Website: www.baldinini.it
(Source - LeiWeb, it)
O bar e a Páscoa
Cocotte Minute
Elle a été élevée en liberté au Meurice, comme le certifie sa bague. Imaginée par Camille Lesecq, le pâtissier du palace, elle affiche la Montre molle de Salvador Dalí, habitué du Meurice durant près de trente ans, sur son ventre. Un mélange de chocolat noir et blanc à déguster au salon de thé de la rue de Rivoli pour un dimanche de Pâques très parisien.
Cocotte Minute, en vente sur www.lemeurice.com.
Le Meurice, 228, rue de Rivoli, 75001 Paris.
Tél. : 01 44 58 10 10.
(Source - Madame Le figaro, fr)
Tiempo de torrijas, monas y huevos de Pascua - Vanitatis, es - link (aqui)
@Laura S. Lara - 01/04/2010
La Semana Santa supone el final de la Cuaresma para los cristianos, un período de abstinencia caracterizado por no poder probar la carne. Antiguamente, durante estos días, los alimentos más recurrentes para contrarrestar esta prohibición eran los huevos y el pan, lo cual ha llegado hasta nuestros días en forma de dulce tradición. Llega el momento de degustar deliciosos pasteles y llenar la casa de coloridos huevos de Pascua.
Los dulces de Semana Santa son habituales en toda Europa. En Bulgaria se llaman kolache o kozunak y son el postre favorito de estas fiestas. El panettone italiano, con un sabor parecido, se prepara especialmente para estos días. En Ucrania, el paska tiene un importante significado ritual. El mítico conejo de Pascua visita a los niños alemanes (más tarde también a los anglosajones) cada año en estas fechas para celebrar la llegada de la primavera y la fertilidad de la tierra tras el invierno. Así, en la mayoría de países encontramos panes y dulces que celebran la llegada de la Semana Santa. Y es que esta tradición viene de lejos. Los griegos y los egipcios ya comían pequeños pasteles durante esta época del año para venerar a sus dioses.
En España, además de las famosas torrijas de leche, también se elaboran otros dulces con pan y huevos. Concretamente en Cataluña y en la Comunidad Valenciana es típica por estas fechas la mona de Pascua. Se trata de una torta o bizcocho de masa parecida a la del pan, que originariamente tenía forma de rosco y se adornaba con huevos cocidos o de chocolate, pero que ha ido evolucionando con el paso del tiempo y las modas.
Un origen cargado de simbolismo
El hecho de asociar el huevo con el nacimiento y la resurrección, o el conejo como representación animal dada su conocida facilidad de procreación, se une a que la Pascua coincide con la estación primaveral, la más fértil del año, lo que convierte a éstos en los grandes símbolos de estas fechas, dentro y fuera de nuestras fronteras. Hoy en día se elaboran huevos y conejos de Pascua de chocolate esmeradamente decorados tanto para degustar como para decorar la casa, que se suelen regalar por estas fechas, un producto de repostería que puede verse en muchas de las pastelerías del norte de Europa.
En las reposterías españolas también siguen al pie de la letra esta tradición y cada año podemos ver estos símbolos en los dulces de Semana Santa. Sin ir más lejos, en Cataluña y Valencia decoran sus monas con elaborados y coloridos huevos realizados con distintos ingredientes.
Actualmente, los artesanos crean auténticas maravillas pasteleras dado su éxito. En muchas poblaciones incluso compiten entre ellos para exhibir la escultura más espectacular en sus escaparates, ya sea la maqueta de un edificio o la figura de un personaje popular realizada enteramente en chocolate. Como curiosidad, en 2006, La Maison du Chocolat de Londres puso a la venta un huevo de Pascua decorado con incrustaciones de diamantes por 76.000 euros.
Desde las originales monas de Pascua, más sencillas y humildes, a las actuales obras de arte o excentricidades de la confitería, lo cierto es que la tradición de los dulces de Semana Santa se ha mantenido intacta con el paso de los años. Algo que todo goloso, grande o pequeño, espera que siga teniendo lugar durante mucho tiempo.
Lo último de Ultimo - Vanitatis, es - link (aqui)





Modelo de lencería
La firma de lencería Ultimo tiene nueva imagen: la espectacular Kelly Brook. La actriz norteamericana sigue así la estela de sus compañeras Mel B, Helena Christensen, Rachel Hunter, Sarah Harding y Melinda Messenger, que en su día ocuparon su lugar como muestrario viviente de la ropa interior más sugerente.
EN EL CANAL COCINA El 'low cost' llega a la alta cocina de la mano de Andrés Madrigal - El Confidencial, es - link (aqui)
El cocinero Andrés Madrigal. Canal Cocina
@E.C.- 01/04/2010
La alta cocina va a dejar de ser un manjar exclusivo para las grandes fortunas. El prestigioso cocinero Andrés Madrigal mostrará en un programa de televisión de Canal Cocina cómo se puede hacer alta cocina con productos tradicionales y a precios ajustados.
A lo largo de 22 programas -hoy se estrena el primer programa-, en los que se ofrecen 44 recetas, Madrigal reivindicará la vuelta a los sabores básicos y originales en un momento en el que se cree que "la cocina se ha convertido en un laboratorio", Santi Santamaría dixit .
Gracias a su experiencia, capacidad de innovación y creatividad el chef describirá en Alta cocina low cost los pasos a seguir para realizar dos platos de alta cocina en cada episodio. Como ingredientes principales seleccionará carnes, pescados, frutas, verduras, legumbres y hortalizas que se emplean en la mayor parte de las cocinas tanto por su aporte nutritivo como por su precio.
Madrigal nos propondrá acudir al mercado tradicional en busca de productos de temporada, frescos y de calidad. A partir de ese momento comienzará el minucioso proceso de cocina que, en la mayoría de los casos, requiere tiempo y dedicación para conseguir platos gourmet.
Las empresas huyen de la Fórmula 1... menos Banco Santander - El Confidencial, es - link (aqui)

La Fórmula 1 ha dejado de ser una buena inversión para las grandes compañías. Las empresas que años atrás realizaban espectaculares desembolsos en el 'Gran Circo' han disminuido la cuantía de sus aportaciones en el mejor de los casos; muchas otras compañías han terminado por desvincularse de la Fórmula 1, rompiendo sus contratos de patrocinio.
Ya avisaba la pasada temporada el propio Frank Williams, jefe máximo de la escudería británica, que la situación económica sería una de las principales causas de estas salidas de la parrilla: "Dada la actual crisis financiera a nivel mundial es cada vez más difícil encontrar nuevos donantes de dinero", aseveraba. Y visto lo visto, no le faltaba un ápice de razón.
Después de la disputa de dos grandes premios en el presente Mundial, los datos son claros: actualmente, el gasto de los patrocinadores de los equipos del 'paddock' ha disminuido en 115 millones de dólares (85 millones de euros). Esta situación se agrava aún más si se tiene en cuenta que en la presente temporada la parrilla está formada por 12 equipos, es decir, dos más que el año anterior.
Así, si sumamos el presupuesto de las 12 escuderías que forman parte de la Fórmula Uno asciende a un total de 705 millones de dólares (523 millones de euros), el más bajo de las últimas cinco temporadas según datos de Formula Money, recogidos por el Financial Times.
La pasada temporada muchos patrocinadores decidieron desvincularse de la F1 a medida que el campeonato del mundo avanzaba. Mutua Madrileña, Royal Bank of Scotland o Petrobas fueron algunos de los que anunciaron su salida de la mejor competición del mundo del motor, 'obligando' a los equipos a buscar otros patrocinadores para poder financiar sus presupuestos.
Pero la marcha de ING y Panasonic, dos de los principales patrocinadores de la Fórmula 1, fue el mayor revés para el campeonato. La salida de ambas compañías del Mundial supuso un duro golpe para Renault y Toyota, escuderías a las que patrocinaba: ambas empresas aportaban, entre las dos, más de 125 millones de dólares anuales (92,8 millones de euros).
Alonso, un caso aparte
Curiosamente, Ferrari es uno de los pocos equipos que ha aumentado sustancialmente su presupuesto gracias a los ingresos derivados de los patrocinadores. El fichaje de Fernando Alonso por la 'Scuderia' propició la llegada del Banco Santander al equipo, un hecho que ha multiplicado los ingresos de Ferrari.
El dinero que el equipo italiano recibe por patrocinios es muy superior al del resto de escuderías. Si se sumaran las ganacias de los 12 equipos de la F1 por este concepto, los ingresos de Ferrari supondrían el 35 por ciento de este total. Así, Ferrari se ha convertido en la escudería con mayores ingresos en patrocinios, alcanzando los 245 millones de dólares (181 millones de euros).
Estos datos del Banco Santander en Ferrari son aún más descomunales si se comparan con el resto de patrocinadores que han entrado en la presente temporada en la Fórmula Uno. De un total de 29 nuevas compañías, ninguna de ellas ofrece a las escuderías cantidades superiores a los 10 millones de dólares (7,4 millones de euros), una situación que deja patente la caída libre de los patrocinios en la Fórmula Uno.
Marlon Brando: "El éxito es una verdadera y sutil prostituta" - El País, es - link (aqui)

Una página web publica la correspondencia entre el actor y Tennessee Williams
CAMILO SÁNCHEZ 01/04/2010
La relación entre escritor y actor venía de años atrás. De hecho, fue con la versión teatral de Un tranvía llamado deseo (también participaría en la versión cinematográfica), obra de Tennessee Williams, que Marlon Brando se dio a conocer y comenzó su prominente carrera. El actor estadounidense comenta en la carta del 21 de mayo que tras haber leído la copia de Orpheus descending, cree que es la mejor obra de Williams hasta ese momento. El autor de Zoo de cristal trataba de seducir a Brando para que actuará y dirigiera el nuevo proyecto. "Acerca de lo que me dijiste sobre dirigir la obra me ha emocionado y asustado", escribe el actor.
La interprete italiana Anna Magnani, ganadora de un Globo de oro y un Oscar en 1955 por su interpretación de Serafina Delle Rose en la adaptación al cine de La rosa tatuada (escrita también por Tennessee Williams), actuaría con Marlon Brando cuatro años más tarde pero no sobre las tablas. Fue en la pantalla grande en Piel de serpiente, basada también en un texto de Williams. Orpheus descending se estrenó en Broadway en 1957 sin la presencia de Brando en el reparto.
El Gobierno brasileño negocia con EE UU una base militar conjunta en Río de Janeiro - El País, es - link (aqui)
El jefe del Pentágono, Robert Gates, visitará el país suramericano en abril
JUAN ARIAS | Río de Janeiro 01/04/2010
El Gobierno brasileño ha comenzado las negociaciones con Estados Unidos para crear en Río de Janeiro una base para vigilar el tráfico de drogas en la región, similar a las existentes en Key West (Florida) y en Lisboa, según ha informado el diario O Estado de São Paulo.
Al frente de las conversaciones están el comandante Douglas Fraser, responsable de las operaciones del Pentágono en América Latina y Nelson Jobim, ministro de Defensa brasileño. Al igual que las bases en EE UU y Portugal, la brasileña serviría para la cooperación multinacional contra el tráfico de drogas y el terrorismo. Key West se encarga de vigilar Norteamérica y el Caribe, mientras que la base portuguesa, ubicada a orillas del río Tajo, ejerce control sobre el Atlántico Norte. La base de Río de Janeiro se haría cargo del Atlántico Sur.
El secretario de Defensa de Estados Unidos, Robert Gates, tiene programada una visita a Brasil a mediados de abril en la que tratará con el Gobierno brasileño la cooperación estratégica militar entre ambos países.
Obama abre el océano a las petroleras - El País, es - link (aqui0

Barack Obama se dispone a anunciar su plan de seguridad energética en una visita a la base aérea militar de Andrews, en Maryland.- ASSOCIATED PRESS
El presidente de EE UU impulsa la extracción de crudo en aguas del Atlántico y Alaska - Washington busca reducir la dependencia energética de los países árabes
DAVID ALANDETE - Washington - 01/04/2010
Si el Congreso acepta las recomendaciones de perforación de Obama, abrirá más de un millón de kilómetros cuadrados a nuevas exploraciones (675.000 en la costa atlántica y el Golfo de México, y 526.000 en Alaska). Según los planes de la Casa Blanca, quedarían totalmente vedados el norte de la costa atlántica, desde Nueva Jersey a Maine; la totalidad de la costa pacífica, desde la frontera con México a Canadá, y la bahía de Bristol, en Alaska, una zona de especial sensibilidad medioambiental.
"Dadas nuestras necesidades energéticas, para sustentar nuestro crecimiento económico, crear puestos de trabajo y mantener la competitividad de nuestros negocios, necesitamos aprovechar las fuentes energéticas tradicionales aunque a su vez estemos incrementando la producción de nuevas fuentes renovables", dijo Obama en una visita a la base aérea militar de Andrews, en Maryland. "Es necesario dejar atrás los manidos debates entre derechas e izquierdas, entre empresarios y ecologistas, entre los que dicen que las perforaciones son una solución y los que dicen que no tienen razón de ser".
Obama necesita el respaldo de los republicanos, que tradicionalmente han apoyado la ampliación de las perforaciones petrolíferas, para aprobar una ley sobre cambio climático que se someterá a votación en el Senado en los próximos días. Para ello, los demócratas ya han prescindido de un sistema de fijación de límites a las emisiones de gases contaminantes que se autorizaba en una versión previa de esa ley, aprobada el año pasado por la Cámara de Representantes.
"El presidente necesita el apoyo de ambos partidos para aprobar la legislación sobre cambio climático", explica Charles Ebinger, especialista en política energética del centro Brookings de Washington. "Con la ampliación de las perforaciones le ofrece incentivos a los republicanos y a la industria petrolera, con la intención de incluir unas concesiones de última hora que garanticen su aprobación. Esto, sin embargo, puede generar tensión entre Obama y su electorado más ecologista".
Fue el ex presidente George Bush, padre, quien impuso en 1990 una moratoria sobre nuevas perforaciones, a través de una orden ejecutiva (decreto) que limitaba hasta ahora las zonas que se podían explotar a las aguas costeras de Tejas, Luisiana, Misisipi, Alabama y algunas partes, aisladas, de Alaska. Bill Clinton prorrogó la moratoria en 1998. El encargado de rescindirla fue George Bush, hijo, a través de una orden ejecutiva, en julio de 2008.
Entonces, Bush defendió su medida en un discurso similar al pronunciado ayer por Obama, en el que se marcó como objetivo la independencia energética de Estados Unidos, que dispone del 2% de las reservas petrolíferas del mundo, pero consume el 20% de la producción global.
"Este es el momento de actuar", dijo el ex presidente. Su medida, sin embargo, era más simbólica que práctica, dado que el Congreso impone su propia moratoria desde 1982, y es necesario que ambas cámaras legislativas voten al respecto para permitir nuevas perforaciones.
En 2008, Bush dijo que el Congreso era "lo único que se interpone entre la ciudadanía americana y esos vastos recursos petrolíferos". La mayoría demócrata en ambas cámaras se opuso frontalmente a la petición de Bush y la dejó languidecer. El que ahora es jefe de gabinete de Obama, Rahm Emanuel, que en aquella época era representante demócrata por Illinois, tildó la orden ejecutiva de "maniobra de publicidad política".
En la campaña presidencial que se decidía durante aquellos días, la candidatura republicana hizo del lema "drill, baby, drill" ("perfora, cariño, perfora") una bandera que enarbolaba en contra de la dependencia de EE UU de países exportadores de petróleo como Nigeria, Arabia Saudí o Venezuela.
Obama no hizo del asunto un pilar de su programa electoral pero nunca se opuso a la ampliación de las zonas susceptibles de ser perforadas. La última vez que se pronunció al respecto, en su primer discurso del Estado de la Unión, en enero, dijo que para reducir la dependencia de las importaciones de petróleo era necesario que el país "tomara duras medidas, para abrir áreas de la costa a exploraciones de petróleo y gas".
Una de las principales diferencias entre los planes anunciados por Bush en 2008 y los que reveló Obama ayer es la protección total de la Bahía de Bristol, en Alaska. Bush quería abrirla a nuevas perforaciones, algo que enervó a diversos grupos ecologistas, que temían por la supervivencia de las nutridas poblaciones de salmones rojos y ballenas en la zona.
Anticipándose al anuncio de ayer de Obama, la semana pasada un grupo de nueve senadores demócratas que representan a Estados costeros envió una carta abierta en la que se oponía al final de la moratoria. "Los vertidos no respetan las fronteras. El del Exxon Valdez [ocurrido en Alaska en 1989] cubrió 3.400 kilómetros cuadrados", dijeron.
Stacey Kent, canta 'Águas de Março' em francês - Estadão online - link (aqui)
Celebrada entre as cantoras de jazz lança disco com canções francesas e revela paixão pelo Brasil
Nina Simone ficou tão fissurada na chanson francesa que decidiu viver na França para assimilá-la melhor. Sarah Vaughan não foi tão longe, mas gravou com Michel Legrand. "Madeleine Peyroux não vale, ela é praticamente francesa", brinca Stacey Kent, antecipando com agilidade novo exemplo de cantoras americanas de jazz que aceitaram o desafio de mergulhar no cancioneiro francês. Stacey, norte-americana de New Jersey, acaba de lançar Raconte-moi (Blue Note), álbum em que reinterpreta canções de gerações distintas da música francesa, de Henri Salvador, Barbara e Georges Moustaki a Benjamin Biolay e Keren-Ann.

Stacey, que conseguiu a proeza de vender mais de 300 mil cópias de um disco de jazz em 2007, Breakfast on the Morning Tram, é neta de russo que emigrou para a França. O avô, Samuel, ensinou-lhe a língua, a obrigou a memorizar poemas de Baudelaire e lhe disse: "Você só entende um idioma quando compreende a sua poesia. Se não sabe a poesia que há na palavra, não entendeu o suficiente", conta a cantora, falando com exclusividade ao Estado semana passada.
Dona de invejável contrato com a Blue Note, mais destacado catálogo do jazz mundial, Stacey já tinha gravado três canções em francês no CD anterior (uma delas, Samba Saravah, versão francesa de Samba da Bênção, de Baden e Vinicius), mas não se julgava apta ainda. "Era muito cedo", explica.
Mas, embora o francês tenha sequestrado a atenção de Stacey, seu coração é brasuca. Ela é quem garante. Raconte-moi abre com Águas de Março, de Tom Jobim, na versão francesa de George Moustaki. Stacey diz que seu sonho é cantar em português. Está estudando arduamente e já fala com desenvoltura. Na semana passada, lia Memórias Póstumas de Brás Cubas em português. E avisa: no final deste ano, quer voltar a cantar no País.
Em abril de 2008, quando deu sua primeira entrevista para o Brasil, Stacey Kent não falava nem "bom-dia" em português. Em outubro daquele ano, suas músicas tocavam apenas na antenada Rádio Eldorado, mas ela já se tornava cult no País e o TIM Festival, em sua última edição, a trouxe ao Ibirapuera. Desde então, ela resolveu estudar português. A sério. E, hoje, já conversa com certa fluência e lê Fernando Pessoa, Vinicius de Morais, Machado de Assis.
Stacey Kent, como Cassandra Wilson, Diana Krall e Esperanza Spalding, tornou-se uma ponte moderna entre o jazz e o pop. Até 2006, gravava para um selo indie, Candid. A voz delicada e extremamente bem colocada, entretanto, a destacou na cena britânica (vive em Londres) e chamou a atenção da Blue Note. Tornou-se estrela da cena europeia, cantora residente do mais famoso clube de jazz de Londres, o Ronnie Scott’s, ganhou o British Jazz Award e o BBC Jazz Award. Escreveu canções com o escritor Kazuo Ishiguro, vencedor do Booker Prize, e, no ano passado, a França lhe deu a comenda Chevalier des Arts et Lettres.
Por que resolveu gravar em francês?
Minha vida toda eu quis isso. Aprendi a língua quando criança, mas não é minha língua nativa, então tive de me sentir apta primeiro. Você tem de simular que tem a posse da língua tão inconscientemente quanto puder. Não queria que pensassem: Oh, Stacey está cantando em francês para impressionar, por exibicionismo. Não, eu queria sentir de verdade a experiência. Sempre me senti um pouco francesa, por causa do meu avô, Samuel. As pessoas imigram todo o tempo, eu me sinto uma dessas pessoas.
E como escolheu o repertório?
Simplesmente escolhi as mais pessoais, que me diziam mais respeito diretamente. Sem preconceito, com liberdade total. Principalmente, busquei aquelas que me proporcionariam diversão maior, porque de certa forma tudo isso tem muita pureza, é uma reverência de alguém que aprecia essas canções, acima de tudo.
Mas você abre com Les Eaux de Mars (Águas de Março), de Tom Jobim, que tem também versão em inglês mas você nunca gravou. Qual a diferença entre as versões francesa e inglesa?
Na minha modesta opinião, Águas de Março, Waters of March, Les Eaux de Mars, seja como chamem, é a maior canção do planeta. Eu vivo e amo essa canção toda minha vida. Conheço as versões de Elis Regina, João Gilberto, todas inacreditavelmente bonitas. Liricamente, as palavras são diferentes, mas você só tem de ouvir uma vez para saber que está diante de uma pedra de toque da música.
Seu marido, o saxofonista Jim Tomlinson, produz seus discos, toca, arranja, faz tudo. Você nunca pensa em trocá-lo por outro? Por exemplo: se toca sua campainha o Quincy Jones, se oferecendo, o que você faz?
Jim pensa através da música, tem uma grande visão. Seus arranjos são delicados, únicos. Ele me faz bem como artista, como ser humano, como mulher. Mas Jim não é a única pessoa do mundo com quem eu tenho uma química especial. Quincy Jones, que eu conheci, foi uma das pessoas que me incentivaram a cantar. Seria um sonho trabalhar com ele um dia.
Agora que aprendeu português, pensa em gravar um disco cantando em português?
Ah, tem um longo caminho ainda. Estou trabalhando agora com um poeta português, António Ladeira. Escrevemos umas canções juntos e Jim e eu estamos fazendo a música. É um primeiro passo. Espero que um dia nós possamos cantar as nossas próprias canções em português, Jim também estuda a língua. Mas é preciso sentir a poesia internamente. Tenho essa língua em minha vida desde a infância. Estamos fazendo força para ir aí no fim do ano, e pretendo falar apenas português com vocês. Estou estudando duro.
DEM rebate Gabeira e abre crise em aliança pró-Serra - Josias de Souza - Blog do Josias - link (aqui)
01/04/2010

Abriu-se uma crise na coligação constituída para oferecer palanque ao presidenciável tucano José Serra no Rio de Janeiro.
Conforme noticiado aqui, Fernando Gabeira, candidato do PV ao governo do Estado, deseja excluir da aliança o DEM, partido de Cesar Maia.
Filho do ex-prefeito e presidente nacional do DEM, o deputado Rodrigo Maia (RJ) falou ao blog na noite passada.
Alcançado pelo celular, Rodrigo disse: “Temos no Rio uma aliança do DEM, PSDB e PPS com o PV. Ou o Gabeira terá os três partidos ou não terá nenhum”.
Rodrigo vinha de uma conversa com os presidentes do PSDB, Sérgio Guerra; e do PPS, Roberto Freire.
Encontraram-se na cerimônia em que José Serra se despediu do governo de São Paulo. Conversaram sobre Gabeira. Ouça-se Rodrigo:
“Reafirmamos, o Roberto Freire, o Sérgio Guerra e eu, o compromisso de aliança dos três partidos que apóiam o Serra com o Gabeira. De nossa parte, não há problema. Achamos que o Gabeira é um ótimo nome. Mas não há possibilidade de se formar uma aliança diferente”.
Rodrigo recorda que, afora as conversas privadas, Gabeira participou, há três semanas, de um evento público promovido pelo DEM.
Lembra que, em discurso “gravado e testemunhado por mais de 500 pessoas, Gabeira elogiou o Cesar Maia. Disse que é o melhor candidato ao Senado”.
Acrescenta: “Nós costumamos acreditar na palavra das pessoas. Não dá para dizer uma coisa hoje e outra amanhã”.
Em privado, Gabeira escora o desejo de excluir o DEM da coligação na “forte reação” que sua união com Cesar Maia despertou no eleitorado de classe média.
Passou a dizer que é melhor abrir mão dos três minutos de TV que o DEM agrega à sua campanha do que “passar 30 horas se explicando” ao eleitor.
Gabeira não está só. A aversão a Cesar Maia é compartilhada pelo presidente do PV-RJ, Alfredo Sirkis, e pela vereadora Andréa Gouvêa Vieira, do PSDB de Sérgio Guerra e José Serra.
“Se o Sirkis e a Andréa estão enganando o Gabeira, se querem dar a vitória ao Sérgio Cabral [PMDB], estão agindo com muita competência”, reage Rodrigo.
O presidente do DEM declara, em timbre peremptório: “Sem a aliança conosco, o Gabeira não tem chance de vitória no Rio”.
Rodrigo afirma que coligações políticas pressupõem a união de forças desiguais. “Se fôssemos iguais, estaríamos todos no PV ou no DEM”.
Irônico, Rodrigo diz que “a rejeição da classe média a Cesar Maia só ocorre no Posto 9, na praia de Ipanema, onde o Gabeira toma Sol”.
Afirma que “a rejeição a Gabeira começa no bairro de São Cristovão, na zona Norte, e termina em Santa Cruz, na zona Oeste. Sem contar o interior do Estado”.
No dizer de Rodrigo, “a base eleitoral do Gabeira vai da zona Sul à Tijuca. O resto dos votos vem por agregação, não são dele”.
Reconhece que o prestígio de Cesar Maia junto à classe média da capital decaiu no final de sua gestão na prefeitura.
Mas, munido de pesquisas, pondera: “O Gabeira sai de um patamar de 30% na capital e cai para uma média de 10% no resto do Estado. Meu pai tem 35% dos votos da capital, 32% na Baixada Fluminense e 40% no interior do Rio”.
Daí, segundo Rodrigo, a convicção de que só a união de esforços fará com que Gabeira prevaleça sobre Sérgio Cabral, candidato à reeleição.
Ferino, Rodrigo afirma: “O Gabeira recebe meia dúzia de mensagens contra o Cesar Maia na caixa postal do computador e entra em TPM. O eleitor conservador do Cesar Maia também manda mensagens contra o Gabeira. A gente tem a nossa TPM. Mas basta tomar o remedinho que isso passa”.
Gabeira já havia se aliado a DEM, PSDB e PPS na campanha municipal de 2008. Foi ao segundo turno. Mas perdeu, por margem estreita, para Eduardo Paes (PMDB).
Rodrigo atribui a derrota ao “jogo sujo” do PMDB do Rio. Lembra que Paes e Sérgio Cabral alvejaram Gabeira com panfletos preconceituosos.
Realçaram a defesa que Gabeira faz da descriminalização do consumo de maconha e do direito dos homossexuais à união civil.
“O Gabeira perdeu porque colocaram os valores morais à frente do debate: a tanguinha do Gabeira, a maconha e o homossexualismo. Nós não temos esses preconceitos. Ao contrário, queremos nos unir para derrotá-los. Difícil entender essa conversa mole de excluir o DEM”.
Tomada pelo seu formato original, a aliança formada ao redor de Gabeira reservou ao PSDB a indicação do vice. Ao DEM e ao PPS cabe indicar os senadores.
Combinou-se que, no primeiro turno, Gabeira faria a campanha de Maria Silva, a presidenciável do PV.
Caberia aos candidatos ao Senado, entre eles o ‘demo’ Cesar Maia, levar à TV a campanha de Serra. Rodrigo pondera: “Tirando o Zito [José Camilo Zito, prefeito tucano de Nova Iguaçu], quem vai botar a cara pra pedir votos pro Serra no Rio é o Cesar Maia, não o Gabeira”.
E quanto à hipótese de o DEM lançar um candidato próprio ao governo do Rio? “Só uma pessoa que bebeu além da conta pode acreditar nesse conto da carochinha. Se o nosso projeto fosse o de eleger apenas um senador, não precisaríamos nos unir ao Gabeira”.
Vai procurar Gabeira? “Não. De nossa parte, ninguém quer desmontar a aliança. Achamos que o Gabeira está com TPM. Mas TPM passa”.
Escrito por Josias de Souza às 05h54
Contardo Callegaris - folha de São paulo - link (aqui)
Pedófilos, celibatários e infalíveis
Os padres pedófilos são minoria, mas a igreja como instituição trata fiéis como crianças |
Última revelação, no "New York Times" da quinta passada: nos anos 1990, quando ele comandava a Congregação da Doutrina e da Fé, o atual papa, Bento 16, suspendeu o julgamento de um padre americano, acusado de molestar 200 meninos surdos, de cujos espíritos e almas, em princípio, ele devia cuidar.
Aos meus olhos, nesta história que não acaba, o escândalo maior talvez não seja o abuso das crianças, mas o comportamento oficial da igreja: de maneira consistente e repetida, ela parece colocar seu interesse institucional acima de qualquer consideração moral. Escândalo, mas sem surpresa alguma: em geral, o projeto dominante de qualquer instituição é o de durar para sempre.
Mas trégua: não escrevo esta coluna para me indignar. Prefiro contribuir ao debate do momento com duas observações, sugeridas pela psicopatologia e pela clínica.
1) Da conversa de botequim até o pronunciamento de um teólogo que admiro (Hans Küng, na Folha de 21 de março), os abusos sexuais de crianças por padres católicos reavivam as críticas contra o celibato dos padres.
Cuidado, não sou um defensor do celibato dos padres. Ao contrário, parece-me que a experiência de amar e conviver melhoraria a qualidade dos ministros da igreja, porque a tarefa de ser consorte ensina uma humildade que é difícil alcançar na solidão, seja ela orgulhosa e casta ou, então, envergonhada e masturbatória. No entanto, acho bizarro que o fim do celibato dos padres seja apresentado como remédio contra a pedofilia.
Essa ideia surge de uma visão hidráulica do desejo sexual, como se esse fosse um rio que, se for impedido de correr no seu leito natural, encontrará todo tipo de caminho torto e desviado. Por essa visão, na ausência de esposa, a libertinagem, não tendo para onde ir, transborda e acaba banhando (quem sabe, afogando) as crianças; portanto, os padres pedófilos não precisariam recorrer a meninos e meninas se dispusessem de uma mulher com quem saciar seus apetites.
É raro que eu me expresse de maneira tão direta, mas é preciso dizer: essa ideia é uma estupidez. Fantasias e orientações sexuais nunca são o efeito de acumulação de energia sexual insatisfeita. Um pedófilo poderá, eventualmente, desejar uma mulher e casar com ela, mas o fato de cumprir, mesmo com afinco, o dever conjugal não o livrará das fantasias pedofílicas. Teremos, simplesmente, pedófilos casados, em vez de solteiros.
Não vejo o que ganharíamos com isso, mas vejo, isso sim, na própria proposta, um desprezo inacreditável pelas mulheres que se casariam para servir de válvulas de escape para a "depravação" dos seus maridos. Ninguém merece.
A quem propõe o casamento como solução para a pedofilia dos padres, uma sugestão: proponha um programa compulsório de transa diária com a boneca inflável do Geraldão. Será tão ineficiente quanto o casamento, mas, ao menos, as mulheres serão poupadas.
2) Não é exato dizer que pedófilo é quem gosta de "carne" jovem. Pois o que importa ao pedófilo, o que é crucial na fantasia, é induzir a vítima a aceitar algo que ela desconhece e não entende. A jovem idade da vítima é sobretudo garantia de sua inocência e ignorância, ou seja, do fato de que a vítima não entenderá o que lhe será feito.
Por exemplo, um dos padres denunciados em Boston, em 2002, explicou que seu prazer consistia não tanto em ser satisfeito oralmente por um menino quanto em convencer o menino de que essa era uma forma especial de santa comunhão, que ele, o padre, ensinava e administrava.
Em suma, o pedófilo encontra seu prazer iniciando os ignaros e exercendo sobre eles um poder pedagógico absoluto. Agora, considere o jeito como a Igreja Católica tratou seu rebanho, até ser forçada a reconhecer a culpa de alguns de seus ministros. Considere a prática recorrente de camuflar decisões administrativas em dogmas divinos, considere a repressão teológica em lugar do diálogo e ainda considere a doutrina da pretensa infalibilidade do pontífice. Pois bem, aparentemente, os padres pedófilos são pequena minoria, mas a igreja como instituição trata mesmo seus fiéis como criancinhas.
ccalligari@uol.com.br
Mônica Bergamo - Folha de São Paulo - link (aqui)
Fernando Young![]() |
Promovido a coronel no filme "Tropa de Elite 2", o agora grisalho capitão Nascimento fez seu intérprete, Wagner Moura, chorar. "Fiz uma cena que bateu uma emoção, uma coisa com filho -porque tenho um filho grande no filme-, que eu chorei muito. Não choro tanto, gostaria de chorar mais." A declaração está na entrevista dupla que ele deu às revistas "Trip" e "Tpm" deste mês. O ator defende o governo Lula e a legalização das drogas e diz que gostaria de ser amigo da cantora Mallu Magalhães, 17 anos, porque só tem "amigo velho". "Ela é uma graça. Não sei se ela quer ser minha amiga."
Imensa dor
Desfalque no STF (Supremo Tribunal Federal): o ministro Joaquim Barbosa deve pedir licença da corte em abril para passar uma temporada em São Paulo. Com fortes dores por causa de um antigo problema na coluna, ele já começou tratamento numa clínica especializada da cidade. E está procurando um flat para se instalar por um período que pode chegar a quatro meses.
EM FRENTE
Antes da licença, Barbosa, que é relator do processo do mensalão, dará novo prazo para que meia dúzia de testemunhas que não foram encontradas para prestar depoimento no caso sejam localizadas. Depois disso, submeterá ao plenário do STF a possibilidade de encerrar a fase de oitivas -e outras pendências, como a hipótese, remota, de o presidente Lula ser considerado réu, como quer o ex-deputado Roberto Jefferson (PTB-RJ).
LONGO CURSO
No ano passado, Barbosa renunciou ao cargo de ministro do Tribunal Superior Eleitoral e à possibilidade de presidir as eleições de 2010 por causa do mesmo problema de coluna.
GELADEIRA
O Cade (Conselho Administrativo de Defesa Econômica) deve "congelar" parcialmente o processo de fusão da Insinuante (BA) com a rede Ricardo Eletro (MG), que criou a segunda maior rede de móveis e eletrodomésticos do país. A determinação tem sido praxe e foi adotada, por exemplo, quando as Casas Bahia e o Ponto Frio se fundiram. Com isso, o conselho ganha tempo para analisar a operação e sugerir, por exemplo, a alienação de lojas em regiões em que se verifique o risco de sobreposição e concentração de operações, com danos para a concorrência.
DIVISÃO
As próprias empresas varejistas já esperam que o Cade determine, por exemplo, a alienação de lojas em Salvador, onde as duas redes têm grande número de unidades.
NA CASA DE LULA
Antes de ir a Minas Gerais, no dia 9, a senadora Marina Silva (PV-AC) vai visitar o berço político do PT e do presidente Lula. No dia 5, ela tem encontros com empresários e prefeitos do ABC paulista.
CAIXINHA LOTADA
O disque-denúncia que o sindicato dos trabalhadores de bares, restaurantes e hotéis criou para investigar os estabelecimentos que se apropriam das gorjetas dos garçons já recebeu mais de 300 ligações em um mês e meio de funcionamento. A CPI que vai apurar os desvios de caixinha, na Assembleia Legislativa de SP, fará sua primeira reunião nos próximos dias.
ALTAR
Aos 74 anos, o músico Carlos Lyra, um dos mestres da bossa nova, vai se casar no dia 15 de maio com sua empresária, Magda Botafogo, 43.
A festa será no apartamento de Carlos Alberto Chateaubriand, presidente do MAM (Museu de Arte Moderna) do Rio de Janeiro.
CAPELINHA
E o local do casamento do empresário Alexandre Accioly e de Renata Padilha, no dia 29 de abril, no Rio, ainda está indefinido. O casal gostaria de realizar a cerimônia no Parque Lage, no Jardim Botânico, mas está descartando a possibilidade, já que a Igreja não autorizou que Accioly construísse uma capela no local.
SEM MICROBLOG
Debora Bloch avisa que o perfil que criaram para ela no Twitter é falso. "Ela nunca faria comentários sobre a hora em que vai malhar na academia e nem adicionaria aquelas pessoas [que estão na página, como Otávio Mesquita, Raul Gil e Cristian Pior, do "Pânico']. Também dão a entender que ela nasceu no Rio, o que não é verdade", diz Deni Bloch, irmã da atriz, que é natural de Belo Horizonte (MG).
E A JOLIE?
O astro Brad Pitt também estará no livro de cartas trocadas entre Oscar Niemeyer e grandes personalidades mundiais. Em 2009, o ator visitou as obras do Centro Cultural Internacional Oscar Niemeyer, em Avilés, na Espanha.
O livro, lançado pela instituição em parceria com a editora Nosso Caminho, terá tiragem de 200 mil unidades, além de uma edição de luxo, com quantidade limitada de exemplares.
CURTO-CIRCUITO
O CENTRO DA CULTURA JUDAICA promove o seu Seder de Pessach, na terça-feira, dia 6, a partir das 20h, na rua Oscar Freire, nº 2.500, em Pinheiros.
O MUSEU DO FUTEBOL, no estádio do Pacaembu, promove, das 11h às 14h, atividades relacionadas ao Dia da Mentira, que é comemorado hoje, com entrega de brindes.
A BOATE Alley Club promove hoje festa com os DJs Tchelo Donato e Bezzi, às 23h30, na Barra Funda. 18 anos.
A DJ Ana John se apresenta hoje no Gold Lounge, nos Jardins, a partir das 22h. Classificação etária: 18 anos.
O DESIGNER Pedro Franco, do grupo A Lot Of, expõe no Salão Internacional do Móvel, em Milão, entre 14 e 19 de abril.
com DIÓGENES CAMPANHA, LÍGIA MESQUITA e FLAVIA MARTIN
Toda Mídia - Folha de São Paulo - link (aqui)
Na manchete do UOL, no meio da tarde, "Na saída, Dilma chora e fala em alegria triste". Foi ao se dirigir a Lula, apontando o "orgulho de ter participado do seu governo". Na manchete da Reuters Brasil, "Lula diz que esperança é a motivação da saída de Dilma".
Ela ocupou o topo das buscas de Brasil pelo Google News, via AP, "sai para concorrer a presidente". "Serra deixa governo e alfineta Dilma e Lula" foi a manchete seguinte do UOL, à noite. Na Folha Online, "Serra critica bravatas de Lula e diz que sai do governo popular". No G1, "Serra diz que sua gestão é popular".
O Terra, que transmitiu ao vivo, abriu a cobertura com a manchete "Sem presença de FHC, Serra deixa governo de São Paulo e inicia campanha".
No meio da escalada do "Jornal Nacional", com imagens de ambos dividindo a tela, "Rumo à eleição. Dilma e Serra se despedem dos cargos para concorrer à Presidência". Também lá pelo meio, na escalada do "Jornal da Record", "Eleições 2010. Os dois principais candidatos à Presidência deixam os cargos".
FHC LÁ
economist.com![]() |
Sob o enunciado "Apaixonando-se de novo pelo Estado" (ilustração acima), cita entrevista em que ela elogia Banco do Brasil e BNDES no combate à crise. Dilma acreditaria que "o capitalismo de Estado teve sucesso onde o setor privado fracassou". A revista diz que sua visão sobre a intervenção na crise é "parcialmente correta", mas sublinha que a questão deve "reverberar" até a eleição -opondo, "como afirma FHC", "um capitalismo burocrático em que o Estado decide" a "um capitalismo competitivo, liberal".
GLOBO E A ETEC
videos.r7.com.br![]() | Serra se irrita com repórter |
Ao lado da sede da emissora em São Paulo, a escola será voltada a formar técnicos em multimídia. Procurado pela Record, Serra se negou a responder.
DE OLHO NO BC
Nem Dilma nem Serra. Nos destaques de Valor Online e outros, encerrando o dia, "Presidente do Banco Central mantém indefinição" ou "ainda não definiu futuro". No "JN", "Meirelles mantém o suspense".
No exterior, ecoou a saída do diretor Mário Mesquita, com amplo escrutínio sobre a postura de seu sucessor no BC, Carlos Vasconcelos Araújo.
RHODES SE APOSENTA
O Citigroup anunciou que William Rhodes se aposenta este mês. No dizer do "Financial Times", foi o "Mr. Fix-it" ou "Sr. Arruma Isso" do banco "para as crises de dívida, lidando com governos da América Latina". Foi o papel que o tornou "conhecido", concorda a Reuters, lembrando que em 1999 ele chegou a assessorar "o governo brasileiro, que pediu que coordenasse a implementação mundial de linhas [de crédito] junto a bancos": "Mas esse trabalho tornou Rhodes figura controversa. Manifestantes contrários às reformas de livre mercado dos anos 90 na Argentina carregavam cartazes dizendo: Fora Rhodes e o imperialismo ianque."
CHINA & BRASIL
Na home do "New York Times", "China concorda em estudar passos da ONU para pressionar o Irã". Pequim "parece ter tomado um passo para se aproximar do apoio às sanções", abriu o texto, cuidadoso.
Sublinhou também que o chanceler Celso Amorim, que "anteriormente havia expresso oposição a novas sanções", declarou que "seu país prefere diplomacia às sanções, mas está aberto a 'quaisquer discussões'". Por aqui, o "JN" deu manchete e questionou Lula:
"Cresce oposição ao programa nuclear do Irã. Conselho de Segurança da ONU discute novas sanções. O presidente Lula responde a críticas sobre posicionamento brasileiro e diz ser amigo de todo mundo."
ONDE...
No "Wall Street Journal", "Acer foca China e Brasil". A gigante de tecnologia de Taiwan deu os dois países como as "chaves para seu crescimento".
CRESCER
No mesmo "WSJ", "Arcelor empilha nos emergentes". A gigante de mineração da Índia "foca projetos no Brasil" e outros em sua "estragégia para crescimento".
TUPI LÁ
Na manchete de papel do "NYT", depois confirmada pelo próprio durante o dia, "Obama vai abrir áreas marítimas pela primeira vez para prospecção". Foi tema polêmico na campanha eleitoral, com republicanos prometendo fazer como o Brasil, que havia descoberto o pré-sal, com impacto mundial.
Em meio a críticas de ambientalistas, a CNN citou que a decisão tem por objetivo também ajudar democratas do Sul e do Sudeste dos EUA, sob ameaça de derrota depois de votarem pela reforma da saúde.







