segunda-feira, 17 de maio de 2010

Gal Costa - Negro Amor (It's All Over Now, Baby Blue)

Gal Costa Meu bem, meu mal - Subtitulado

Olhos Verdes - Gal Costa

Gal Costa - Nada a Ver

Gal Costa Ao Vivo - Coisa Mais Linda

LONDON, LONDON - GAL COSTA

Gal Costa & Caetano Veloso - Que Pena

Socorro - Gal Costa

Gal Costa - "Vapor barato" (Fantástico 2003)

Gal Costa - Coração Vagabundo

Gal Costa - Namorinho De Portão - Philips 1969

POUCA DIFERENÇA LUIZ GONZAGA E GAL COSTA

Gal Costa Pescaria 1976 By Mayer dj

Gal Costa canta "Lua, lua, lua, lua"

Gal Costa - Triângulo Amoroso

Gal Costa Bahia de Todas as Contas

Iran firma intesa con Turchia e Brasile Ue e Usa: passo avanti ma non basta - la Repubblica, it - link (aqui)

Accordo tra i tre Paesi per il trasferimento di uranio in cambio di combustibile nucleare. Ahmadinejad: "Ora si riapra il negoziato". Poi l'annuncio: "Continuiamo l'arricchimento al 20%". Aiea: "Nessuna notifica"



http://www.repubblica.it/images/2010/05/17/085410433-38d40e23-932c-4c33-abb3-9171a269ba3e.jpg

l presidente brasiliano Lula con quello iraniano Ahmadinejad


TEHERAN - L'Iran è pronto a inviare in Turchia 1.200 chili del suo uranio leggermente arricchito nel quadro di uno scambio per ottenere combustibile per il reattore a fini medici di Teheran: lo ha confermato il ministero degli affari Esteri, dopo la notizia dell'intesa raggiunta con Ankara e il Brasile sul nucleare. Subito dopo la firma dell'intesa è arrivato dal governo di Ahmadinejad l'annuncio che comunque l'Iran continuerà ad arricchire l'uranio al 20%. L'accordo è stato accolto con cautela da Mosca e dai Paesi dell'Unione europea, per i quali si tratta di un "passo in avanti" che però non risolve tutti i dubbi sul programma nucleare iraniano. Scettici anche gli Stati Uniti che continuano a essere "seriamente preoccupati" sulle ambizioni nucleari di Teheran.

Il punto centrale dell'intesa consiste nel trasferimento da parte dell'Iran di 1.200 chili di uranio a basso arricchimento ad Ankara "entro un mese" per vederselo restituito come combustibile nucleare "entro un anno". Lo scambio avverrà in territorio iraniano. Sia il presidente brasiliano, Ignacio Lula da Silva (impegnato in una vecchia battaglia per un seggio permanente all'Onu) che il premier turco, Recep Tayyp Erdogan, parlano di "vittoria della diplomazia" e sottolineano come non vi siano più "le basi" per una quarta tornata di sanzioni.

"Nel quadro di questo accordo, la Turchia sarà il luogo per lo stoccaggio dell'uranio leggermente arricchito", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast. "Informeremo questa settimana l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. L'accordo per il momento rafforza la posizione di Teheran, tanto che il presidente Ahmadinejad ha rilanciato immediatamente: "A seguito della firma dell'intesa sullo scambio di combustibile nucleare, è tempo che le nazioni del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gb e la Germania) aprano colloqui con l'Iran basati sull'onestà, la giustizia e il rispetto reciproco".

La Turchia e il Brasile, membri non permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si sono offerti di mediare nella crisi che oppone i Paesi occidentali all'Iran sulla questione della produzione di nucleare - a fini civili, secondo Teheran, mentre gli Usa e l'Europa temono che si preparino armi nucleari - che era in una fase di stallo. Washington e Mosca hanno di recente rinnovato la propria minaccia di imporre nuove sanzioni. Ipotesi che la stessa Turchia oggi ha escluso, affermando che dopo l'accordo "non c'è più bisogno di nuove sanzioni" contro Teheran.

L'accordo è condizionato al sostegno del Gruppo di Vienna. Stati Uniti, Francia e Russia sono chiamati a valutarlo, e se l'esame sarà positivo si darà il via all'operazione. Dalle capitali europee giungono segnali di disponibilità ma non di approvazione totale. Berlino e Parigi sottolineano che, anche se "nella giusta direzione", l'accordo non può essere considerato "sostitutivo" di un'eventuale intesa con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), incaricata di monitorare le dotazioni nucleari di tutti i Paesi, che ha dichiarato di non aver per ora ricevuto "alcuna notifica".

La Casa Bianca ha detto che l'annuncio di Teheran continua a "essere vago" sulla disponibilità dell'Iran di incontrare i Paesi del cinque più uno per affrontare le preoccupazione della comunità internazionale sul suo programma nucleare. Il portavoce, Robert Gibbs, ha ricordato anche che l'accordo dovrà essere esaminato dall'Aiea e dovrà anche andare incontro agli impegni internazionali altrimenti Teheran andrà incontro a sanzioni. Gli Usa, ha aggiunto, continuano comunque a essere favorevoli a una soluzione diplomatica.

La Russia "saluta con favore" l'intesa, dichiarandola "un passo avanti", ma non una soluzione definitiva. Il presidente Dmitri Medvedev definisce l'accordo "interessante", ma aggiunge di non essere convinto che l'accordo sia sufficiente a eliminare tutte le questioni sollevate dal dossier nucleare iraniano. Il presidente russo propone quindi di "tenere consultazioni tra tutte le parti interessate, compreso l'Iran, per discutere gli accordi trilaterali raggiunti oggi a Teheran".

L'Onu ha definito l'accordo "incoraggiante" ma Teheran dovrà ugualmente allinearsi con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza che hanno più volte chiesto all'Iran di sospendere il suo programma di arricchimento dell'uranio. Lo ha affermato il portavoce di Ban Ki-Moon, Martin Nesirky.

Ancora cauta l'Unione europea. Il ministro degli Esteri Ue, Catherine Ashton, dichiara che l'accordo "può costituire un passo nella giusta direzione", ma non è sufficiente: "Non risponde a tutte le inquietudini" della comunità internazionale a proposito delle intenzioni pacifiche del programma nucleare iraniano e non mette Teheran al riparo da nuove sanzioni Onu. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che parla di un annuncio "positivo" che rappresenta un "passo in avanti", ma che non risolve tutti i dubbi.

Diversa la posizione del governo britannico, come fa sapere in una nota il sottosegretario agli Esteri britannico, Alistair Burt, precisando che il lavoro sulle risoluzioni che impongano altre sanzioni "deve continuare" fino a quando Teheran non dimostrerà alla comunità internazionale di avere "intenzioni pacifiche". Fermamente negativa invece la reazione israeliana all'accordo. Secondo una fonte del governo, Teheran ha "raggirato" Ankara e Brasilia.

Iran to ship uranium to Turkey in nuclear deal - The Independent, uk - link (aqui)




Monday, 17 May 2010


Iran has agreed to ship much of its enriched uranium to Turkey in a nuclear fuel swap deal reached with the help of mediation from Brazil and Turkey.

The agreement could revive a UN-backed proposal for easing the international stand-off over Iran's nuclear programme.

The official IRNA news agency quoted Iranian Foreign Ministry spokesman Ramin Mahmanparast as saying that a fuel swap will take place in Turkey.

The deal was reached during talks between Brazil's president, Luiz Inacio Lula da Silva, Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and Iranian President Mahmoud Ahmadinejad in Tehran.

Iran has agreed to ship most of its enriched uranium to Turkey in a nuclear fuel swap deal that could ease the international stand-off over the country's disputed nuclear programme.

The deal was reached in talks with Brazil and Turkey, elevating a new group of mediators for the first time in the dispute over Iran's nuclear activities.

There was no immediate comment from the US and the other world powers which have led earlier negotiations as to whether the new deal would satisfy them and stave off a fourth round of UN sanctions.

It was agreed during the meeting of Iranian, Turkish and Brazilian leaders that Turkey will be the venue for swapping Iran's stocks of enriched uranium for nuclear fuel rods to power a medical research reactor, foreign ministry spokesman Ramin Mehmanparast said on state television today.

The deal would deprive Iran - at least temporarily - of the stocks of enriched uranium that it could process to the higher levels of enrichment needed in weapons production.

The material returned to Iran in the form of fuel rods could not be processed beyond its lower, safer levels, which are suitable for use in the Tehran research reactor.

The deal goes to the heart of international concern over Tehran's nuclear activities. Earlier negotiations led by Germany and the five permanent UN Security Council members - the US, Britain, France, Russia and China - have sought to stop Iran from enriching uranium, and thereby deprive it of a possible pathway to nuclear weapons.

The deal was announced after talks between Brazil's president, Luiz Inacio Lula da Silva, Turkish prime minister Recep Tayyip Erdogan and Iranian leader Mahmoud Ahmadinejad in Tehran.

The deal could revive a plan drafted by the UN and first proposed in October, though it's not clear exactly how close it is to the original proposal, which was ultimately rejected by Iran after some initial mixed signals.

Some of the details provided by Mr Mehmanparast, are the same.

For example, under the new plan Iran will ship 2,600lbs (1,200kg) of uranium enriched to low levels to Turkey to trade it for fuel rods containing uranium enriched to higher levels, he said.

That would happen one month after a final deal is signed between Iran and its main negotiating partners and the UN's nuclear watchdog, the International Atomic Energy Agency.

It appears Iran had dropped an earlier demand for the fuel exchange to happen in stages, rather than providing its material in a single batch. It has also dropped an insistence for the exchange to happen inside Iran.

Iranian Vice President Ali Akbar Salehi, who is also the head of the Atomic Energy Organisation of Iran, called today's deal historic.

Turkish Foreign Minister Ahmet Davutoglu said the deal meant "there is no longer any need for UN sanctions," Turkey's private NTV television quoted the minister as telling reporters in Iran.

Commentary: Brazil’s efforts with Iran may still be frustrated by Ahmadinejad - The Times, uk - link (aqui)






May 17, 2010
President Ahmadinejad

(Atta Kenare/AFP/Getty)

President Ahmadinejad kisses the Koran before calling for changes to nuclear restrictions



President Lula da Silva claims to have pulled off a triumph in persuading Iran to freeze the most controversial parts of its nuclear programme. But it is more likely that Iran will try to use the deal, announced today, as a way to frustrate new sanctions, and as a cover while keeping on with work which could give it nuclear weapons.

True, the outline of the deal, which the Brazilian President, with help from Turkey, brokered over the weekend, could form the basis of a significant breakthrough. But that depends on the details of how closely Iran allows itself to be supervised.

A key warning sign that the deal might fall short of Mr Lula da Silva’s heady claims is that neither Iran nor Brazil had notified the International Atomic Energy Agency, the United Nations nuclear watchdog, which would have to supervise the transactions.

That did not inhibit Mr Lula da Silva from claiming that he had, with Turkey’s help, broken the deadlock that has persisted since Iranian dissidents exposed Iran’s covert nuclear work in 2002. Tehran insists that it wants merely to make fuel for power stations, but the US and European Union suspect it conceals ambitions of getting nuclear weapons.

The core of the deal is a swap: Iran will send abroad material which it could use to make fuel - or bombs - and receive in exchange ready-made fuel for reactors. Senior Iranian officials said yesterday that under the deal, Iran would ship 1,200 kilograms of low-enriched uranium to Turkey, in return for 120 kilograms of 20 per cent enriched uranium.

Press TV, the Iranian government-funded satellite television station, said that Tehran would inform the IAEA within a week.

The key question is whether Iran is prepared for this exchange to take place outside its own territory - where it is much easier to monitor and establish the quantities accurately. A similar proposal by the US and EU fell through last year when Iran insisted on the exchange taking place on its own soil.

On Sunday, President Lula and Recep Tayyip Erdogan, the Turkish Prime Minister met President Ahmadinejad in Tehran to agree the outlines of the deal. Brazil and Turkey are both keen to assert their influence on the world stage, while Brazil is particularly keen on developing extensive nuclear energy of its own, for peaceful means.

White House notes Iran nuclear deal skeptically - The Guardian, uk - link (aqui)





  • AP foreign, Monday May 17 2010

WASHINGTON (AP) — The White House on Monday showed deep skepticism about Iran's new deal to ship low-enriched uranium off its soil, saying it has the chance to be "positive step" but warning that the deal still allows Iran to keep enriching uranium toward the pursuit of a nuclear weapon.

"Given Iran's repeated failure to live up to its own commitments, and the need to address fundamental issues related to Iran's nuclear program, the United States and international community continue to have serious concerns," White House press secretary Robert Gibbs said in a written statement to the media.

In a deal struck with Turkey and Brazil, Iran said it would export much of its low-enriched uranium to Turkey. In return, Iran would get fuel rods of medium-enriched uranium to use in a Tehran medical research reactor. The move was seen as an attempt by Iran to prevent a looming round of United Nations sanctions.

But the nations leading the charge for more punitive action against Iran over its nuclear defiance, including the U.S., were hardly swayed.

Gibbs said that Iran still must make clear that its nuclear program is intended only for peaceful purposes "or face consequences, including sanctions."

The U.N. has already imposed three rounds of financial sanctions on Iran for its refusal to suspend uranium enrichment. The process is key to concerns over its program, because it can produce either low-enriched uranium needed to fuel a nuclear reactor or the highly enriched uranium needed to build a warhead.

Iran's decision to continue its program to enrich uranium to near 20 percent is a direction violation of existing U.N. Security Council resolutions, Gibbs said.

The White House spokesman added that the declaration issued out of Tehran is also vague about Iran's willingness to meet as promised with the set of countries working to resolve the nuclear standoff — the U.S, China, France, Russia, Britain and Germany.

An original U.N. proposal called for the Iranian uranium stockpile to be sent to Russia to be further enriched to 20 percent, then turned into fuel rods to power a Tehran medical research reactor that produces isotopes for cancer treatment. The material returned to Iran as rods cannot be processed beyond its lower, safer levels.

Iran creates illusion of progress in nuclear negotiations - The Washington Post - link (aqui)




Analysis
Washington Post Staff Writer
Monday, May 17, 2010; 11:55 AM

In the long-running diplomatic battle between Iran and the West, Iran appears to have scored a victory on Monday.


By striking a deal to ship some of its low-enriched uranium abroad, Iran has created the illusion of progress in nuclear negotiations with the West, without offering any real compromise to the United States and its allies, who have demanded substantive negotiations on Tehran's broader program.

Nearly eight months ago, the United States, France and Russia proposed a swap of nuclear fuel -- to support Iran's research reactor -- as a confidence-building measure that would have, in effect, paused the Iranian program and allowed for international talks to proceed. Now, however, in reaching a similar agreement with Turkey and Brazil, Iran has succeeded in narrowing the discussion. What was supposed to be a sideshow has become the main event.

As initially laid out, the swap proposal would have removed about 70 percent of Iran's stockpile of low-enriched uranium for conversion into fuel for a nuclear reactor. But because Iran has continued to enrich uranium since the plan was first raised, a deal based on the same terms would remove only about 50 percent of the country's stockpile.

In the meantime, Iran has started enriching uranium to an even higher level -- from 3.5 percent to 19.75 percent -- and Iranian officials said they will keep doing so, even though the need for that enrichment has now been negated by the swap deal announced Monday.

The Obama administration now faces the uncomfortable prospect of rejecting a proposal it offered in the first place -- or seeing months of effort to enact new sanctions derailed.

Ironically, the swap proposal has nothing to do with the sanctions under consideration by the U.N. Security Council, which relate to Iran building another nuclear facility in secret and failing to heed previous demands to stop enriching uranium.

And the brief text of the deal makes only glancing reference to the possibility of talks with the countries that had previously led the negotiations -- the United States, Britain, France, Germany, Russia and China -- citing "the common concerns based on collective commitments according to the common points of their proposals."

Significantly, the text does not mention whether Iran's nuclear program would be on the table in future talks. Tehran, which insists the program is solely for energy purposes, has repeatedly said it is not up for discussion, and the Brazilian-Turkish deal reaffirmed Iran's right to enrich uranium and even offered the prospect of cooperation "on nuclear power plant and research reactors construction."

The text gives Iran the right to terminate the deal at any point. It also says the new fuel must be delivered within a year, which may be a technical impossibility.

U.S. officials were highly skeptical of the Brazilian and Turkish efforts in the first place -- Secretary of State Hillary Rodham Clinton had tough conversations last week with her counterparts -- but because they currently hold rotating seats on the Security Council, the Brazilians and Turkish have clout. In Tehran, Brazilian Foreign Minister Celso Amorim declared that the deal "takes away any grounds for sanctions," suggesting it will take significant efforts to convince either country otherwise.

Brazil and Turkey, which were represented by their presidents in the talks, invested significant diplomatic cache in the negotiations. It is rare for non-permanent members of the Security Council to intervene in a process led by nuclear powers, and in many ways the result could be seen as a revolt by smaller powers over the rights to nuclear power and prestige.

More important, the deal gives China -- a veto-holding member of the Security Council long reluctant to support new sanctions -- an excuse to delay or water down any new resolution.

The best hope for U.S. officials is Iranian intransigence. The Iranians could haggle over the details and implementation of the agreement until it collapses, much in the way it first agreed to a swap deal with the United States and its allies before backing away.

Iran now must present a letter to the International Atomic Energy Agency in Vienna explaining the details of the transaction, which U.S. officials privately hope will begin the process of unraveling it.

Bar é arte - Zoran Nicic

http://www.londonart.co.uk/images/resizer.asp?path=4787\62525&width=800


Zoran Nicic

Sarah

Oil and Gold Leaf on Canvas ( 2008 )

Bar é poesia - Lavinia Saad

http://1.bp.blogspot.com/_ywSvQZuuiEw/SrzUhcytM1I/AAAAAAAAWlc/rnI1j6nLcAk/s400/MyPicture.jpg


Lavinia Saad



Fui




(Lavinia Saad)







La de onde eu vim

O tempo faz hoje de mim

Forasteira.

Comercial antigo - Two Ford Freedom - 1950's TV Ad

Charge do dia

http://diariodonordeste.globo.com/img/capa2/online/%7B98BAFC7D-1422-46C3-9617-B09CF01D1CBB%7D_17OP0201_charge.jpg



Sinfrônio - Diário do Nordeste - Fortaleza, CE

Iran to ship uranium to Turkey in nuclear deal - The Washington Post - link (aqui)






By ALI AKBAR DAREINI
The Associated Press
Monday, May 17, 2010; 2:24 AM



http://media3.washingtonpost.com/wp-dyn/content/photo/2010/05/17/PH2010051700118.jpg

Iranian President Mahmoud Ahmadinejad, right, shakes hands with his Brazilian counterpart Luis Inacio Lula da Silva during an official welcoming ceremony for him at the presidency in Tehran, Iran, Sunday, May 16, 2010. (AP Photo/Vahid Salemi) (Vahid Salemi - AP)



TEHRAN, Iran -- Iran agreed Monday to ship most of its enriched uranium to Turkey in a nuclear fuel swap deal that could ease the international standoff over the country's disputed nuclear program, just as pressure mounts for tougher sanctions.

The deal was reached in talks with Brazil and Turkey, elevating a new group of mediators for the first time in the dispute over Iran's nuclear activities.

"It was agreed during the trilateral meeting of Iranian, Turkish and Brazilian leaders that Turkey will be the venue for swapping" Iran's stocks of enriched uranium for nuclear fuel rods to power a medical research reactor, Foreign Ministry spokesman Ramin Mehmanparast said on state TV Monday.

The deal would deprive Iran - at least temporarily - of the stocks of enriched uranium that it could process to the higher levels of enrichment needed in weapons production. The material returned to Iran in the form of fuel rods could not be processed beyond its lower, safer levels, which are suitable for use in the Tehran research reactor.

The deal goes to the heart of international concern over Tehran's nuclear activities. Earlier negotiations led by Germany and the five permanent U.N. Security Council members - the U.S., Britain, France, Russia and China - have sought to stop Iran from enriching uranium, and thereby deprive it of a possible pathway to nuclear weapons.

Accord entre l'Iran, le Brésil et la Turquie sur le nucléaire - Le Monde, fr - link (aqui)




LEMONDE.FR avec AFP et Reuters | 17.05.10 | 08h30 • Mis à jour le 17.05.10 | 12h15

http://www.lemonde.fr/image/2010/05/17/575x385_1661755_0_7e0e_ill-1352605-f5e2-831612.jpg

AFP/ATTA KENARE
Le président iranien Mahmoud Ahmadinejad et le président Luiz Inacio Lula da Silva, à Téhéran, le 16 mai.



L'Iran, le Brésil et la Turquie ont signé, lundi 17 mai, un accord sur la procédure d'échange de combustible nucléaire, opération visant à dissiper les soupçons des Occidentaux sur la nature du programme nucléaire iranien. L'accord a été scellé dimanche soir à l'issue d'intenses discussions entre les présidents iranien Mahmoud Ahmadinejad, brésilien Luiz Inacio Lula da Silva, et le premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan. La signature est intervenue après une ultime réunion lundi matin. L'Iran dit avoir accepté d'échanger 1 200 kg de son uranium faiblement enrichi, soit environ 80 % de son stock connu, contre du combustible, comme le prévoyait le projet d'échange soumis en octobre par l'Agence internationale de l'énergie atomique (AIEA). L'échange aura lieu en Turquie, a précisé l'Iran, et l'AIEA sera informée de l'accord. L'agence doit informer de cette proposition le groupe de Vienne (Etats-Unis, Russie, France), qui avait négocié en novembre 2009 un échange de combustible avec l'Iran.

Le président iranien, Mahmoud Ahmadinejad, a appelé lundi à la reprise des discussions avec les grandes puissances au sujet du programme nucléaire de son pays. "A la suite de la signature de l'accord sur l'échange de combustible nucléaire, il est temps pour les pays '5+1' d'entrer avec l'Iran dans des pourparlers fondés sur l'honnêteté, la justice et le respect mutuel", a déclaré Mahmoud Ahmadinejad. Israël accuse pour sa part l'Iran de "manipuler" la Turquie et le Brésil en "faisant semblant d'accepter" un arrangement sur l'enrichissement d'une partie de son uranium en Turquie.

La Turquie et le Brésil, tous deux membres non permanents du Conseil de sécurité, se sont toujours opposés à de nouvelles sanctions contre l'Iran, et tentent de mener une médiation entre Téhéran et les grandes puissances pour régler la crise créée par la politique iranienne d'enrichissement d'uranium. L'enrichissement d'uranium par l'Iran est au centre du conflit avec la communauté internationale, qui redoute que Téhéran, malgré ses démentis, ne cherche à se doter de l'arme nucléaire.

Afin de créer "un climat de confiance", les grandes puissances ont proposé à Téhéran de leur livrer 70 % de son uranium faiblement enrichi pour le transformer en combustible hautement enrichi, dont l'Iran a besoin pour son réacteur de recherche médicale. L'Iran avait rejeté cette proposition, souhaitant un échange simultané de combustible en petites quantités sur le territoire iranien, et lancé en février la production d'uranium enrichi à 20 %, accélérant la mobilisation occidentale pour faire adopter de nouvelles sanctions par le Conseil de sécurité de l'ONU. Cet enrichissement à 20 % va se poursuivre sur le territoire iranien, a assuré le porte-parole du ministère des affaires étrangères iranien, juste après la signature de l'accord.


L'Iran, la Turquie et le Brésil s'accordent sur le nucléaire - Libération, fr - link (aqui)




17/05/2010 à 11h20

Le ministre turc des Affaires étrangères Ahmet  Davutoglu, le néogociatieur iranien Ali Akbar

Le ministre turc des Affaires étrangères Ahmet Davutoglu, le néogociatieur iranien Ali Akbar Salehi et le Premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan lors de la signature du projet d'échange (© AFP Atta Kenare)

L'Iran, la Turquie et le Brésil ont adopté une proposition commune d'échange sur le territoire turc de combustible nucléaire iranien contre de l'uranium enrichi à 20% pour tenter de dénouer la crise née de la politique d'enrichissement d'uranium de Téhéran.

L'accord, fruit d'une médiation du Brésil et de la Turquie, a été signé par les ministres des Affaires étrangères des trois pays en présence des présidents iranien Mahmoud Ahmadinejad et brésilien Luiz Inacio Lula da Silva et du Premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan.

Le projet prévoit notamment l'envoi en Turquie par l'Iran de 1.200 kilos de son uranium faiblement enrichi (3,5%), pour y être échangé dans le délai maximum d'un an contre 120 kilos de combustible hautement enrichi (20%) nécessaire au réacteur de recherche nucléaire de Téhéran, a indiqué le porte-parole du ministère iranien des Affaires étrangères Ramin Mehmanparast.

Le proposition des trois pays sera communiquée dans un délai d'une semaine à l'Agence internationale de l'énergie atomique (AIEA), a ajouté M. Mehmanparast.

«Le lieu du stockage de l'uranium iranien sera la Turquie sous la supervision de l'Iran et de l'AIEA», a-t-il précisé.

Si les grandes puissances acceptent cette proposition, «l'Iran enverra dans un délai d'un mois 1.200 kg de son uranium faiblement enrichi en Turquie», a-t-il ajouté.

Cette proposition vise à tenter de dénouer la crise provoquée entre l'Iran et les grandes puissances par le programme nucléaire iranien.

Aussitôt après l'annonce, le ministre turc des Affaires étrangères Ahmet Davutoglu a indiqué que des sanctions contre l'Iran n'étaient désormais plus nécessaires.

«Cet accord doit être considéré comme positif. Aujourd'hui, il n'y a plus besoin de sanctions» contre l'Iran, a-t-il déclaré.

Le ministre brésilien des Affaires étrangères Celso Amorim a estimé que la proposition démontrait que le «temps est toujours à la diplomatie et la négociation» soulignant que l'accord «reconnaissait le droit de l'Iran à utiliser à des fins pacifiques la technologie nucléaire et à l'enrichissement d'uranium». «Cet accord montre que le temps est toujours à la diplomatie et la négociation», a-t-il ajouté.

La balle dans le camp des Occidentaux

Le président Mahmoud Ahmadinejad a émis l'espoir que les grandes puissances «accepteront de discuter avec honnêteté, respect et justice» avec l'Iran

Le chef de l'Organisation iranienne de l'énergie atomique (OIEA) Ali Akbar Salehi a estimé pour sa part que la balle était désormais dans le camp des Occidentaux.

«L'Iran, en acceptant la proposition turque et brésilienne, a montré sa bonne volonté. Désormais, la balle est dans le camp des Occidentaux, et le groupe de Vienne (ndlr: États-Unis, Russie et France) doit donner une réponse adéquate à l'offre de coopération de l'Iran», a-t-il déclaré cité par l'agence officielle IRNA.

Israël a accusé l'Iran, son ennemi juré, d'avoir «manipulé» la Turquie et le Brésil en «faisant semblant d'accepter» un arrangement sur un échange.

La communauté internationale redoute que l'Iran, malgré ses démentis, ne cherche à se doter de l'arme nucléaire, et a menacé la République islamique de nouvelles sanctions si elle poursuivait sa politique d'enrichissement, qui s'est accélérée au cours des derniers mois.

Les États-Unis, la Russie et la France avaient proposé en octobre à Téhéran, sous l'égide de l'AIEA, de livrer 1.200 kilos de son uranium faiblement enrichi pour qu'il soit enrichi à 20% en Russie puis transformé en France en combustible dont l'Iran a besoin. L'Iran, invoquant un problème de confiance, avait rejeté cette proposition.

En février, Téhéran a lancé la production d'uranium enrichi à 20%, accélérant la mobilisation des Occidentaux et de la Russie pour faire adopter de nouvelles sanctions par le Conseil de sécurité de l'ONU.

La Turquie et le Brésil, tous deux membres non permanents du Conseil de sécurité et opposés à des sanctions, ont alors entamé une médiation.

L'Iran va cependant continuer à enrichir l'uranium à 20%, d'après le porte-parole du ministère iranien des Affaires étrangères Ramin Mehmanparast.

(Source AFP)

Nucléaire : l'Iran signe un accord d'échange d'uranium - Le Figaro, fr - link (aqui)

17/05/2010 | Mise à jour : 12:25
Le président brésilien Luiz Inacio Lula da Silva (gauche) et le  premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan (droite) ont négocié auprès  du président iranien Mahmoud Ahmadinejad (centre).
Le président brésilien Luiz Inacio Lula da Silva (gauche) et le premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan (droite) ont négocié auprès du président iranien Mahmoud Ahmadinejad (centre). Crédits photo : REUTERS

Cet «accord de la dernière chance» qui prévoit de faire enrichir en Turquie l'uranium iranien doit être validé par l'AIEA et le Conseil de sécurité de l'ONU. Mais Téhéran annonce d'ores et déjà qu'il ne compte pas pour autant cesser ses activités nucléaires en Iran.

L'Iran envoie à nouveau un message brouillé dans le dossier du nucléaire. Alors que lundi matin, Téhéran a signé un accord avec le Brésil et la Turquie sur un projet d'échange d'uranium, le porte-parole du ministère iranien des Affaires étrangères a annoncé dans la foulée que «l'Iran va continuer à enrichir l'uranium sur son territoire».

Le président brésilien Luiz Inacio Lula da Silva et le premier ministre turc Recep Tayyip Erdogan, qui s'opposent à de nouvelles sanctions internationales contre l'Iran, étaient arrivés dimanche à Téhéran pour une médiation «de la dernière chance». Lundi matin, ils sont parvenus avec Mahmoud Ahmadinejad à un accord prévoyant de laisser à la Turquie le soin d'enrichir l'uranium iranien sous la supervision de l'Agence internationale de l'énergie atomique (AIEA). Si les grandes puissances acceptent cette proposition, «l'Iran enverra dans un délai d'un mois 1.200 kg (soit la majorité de son stock connu, ndlr) de son uranium faiblement enrichi (3,5%, ndlr) en Turquie», a expliqué le porte-parole du ministère iranien des Affaires étrangères. Cet uranium serait échangé dans le délai maximum d'un an contre 120 kilos de combustible hautement enrichi (20%), nécessaire au réacteur de recherche nucléaire de Téhéran. Un tel processus devrait permettre de s'assurer que l'uranium iranien n'est pas utilisé à des fins militaires.

«Il n'y a plus besoin de sanctions»

Cette proposition doit être communiquée dans la semaine à l'AIEA puis au groupe de Vienne (Etats-Unis, Russie, France), a expliqué le ministère iranien des Affaires étrangères. «Il est temps pour les pays ‘5+1' d'entrer avec l'Iran dans des pourparlers fondés sur l'honnêteté, la justice et le respect mutuel», a déclaré Mahmoud Ahmadinejad après la signature de l'accord. Il faisait référence aux six puissances engagées dans les discussions sur ce dossier, soit les cinq membres permanents du Conseil de sécurité et l'Allemagne.

«Cet accord montre que le temps est toujours à la diplomatie et la négociation», s'est félicité le ministre brésilien des Affaires étrangères. Pour son homologue turc, optimiste, l'accord met d'ores et déjà un terme à la crise provoquée entre l'Iran et les grandes puissances, qui s'était cristallisée sur la question de l'enrichissement d'uranium. «Aujourd'hui, il n'y a plus besoin de sanctions», a-t-il déclaré.

C'était sans compter sur un nouveau revirement : quelques heures après la signature de l'accord, le porte-parole du ministère iranien des Affaires étrangères a déclaré que «l'Iran va continuer à enrichir l'uranium à 20% sur son territoire». Or pour renoncer à de nouvelles sanctions, la communauté internationale exige que l'Iran renonce de son côté à tout enrichissement à domicile.

Ce nouveau manque de cohérence pourrait bien réduire à néant la médiation turco-brésilienne. La communauté internationale est en effet échaudée par les multiples volte-face de Téhéran sur le sujet. En octobre dernier, les Etats-Unis, la Russie et la France avaient déjà proposé à Téhéran de livrer 1.200 kilos de son uranium pour qu'il soit enrichi en Russie puis transformé en France. L'Iran avait dans un premier temps accepté cette proposition, avant de la rejeter et de lancer sa propre production d'uranium enrichi. C'est ce qu'a rappelé lundi un haut responsable israélien, qui accuse les Iraniens d'avoir «manipulé» la Turquie et le Brésil en «faisant semblant d'accepter» un arrangement.

Irán, Brasil y Turquía alcanzan un acuerdo nuclear - El Mundo, es - link (aqui)







Permitirá a Teherán evitar nuevas sanciones


Lula da Silva saluda a Ajmadineyad, en Teherán. | Afp

Lula da Silva saluda a Ajmadineyad, en Teherán. | Afp

  • Irán entregará 1.200 kilogramos de su uranio enriquecido al 3,5% a Turquía
  • Recibiría 120 kilos de uranio enriquecido al 20% procedente de Rusia y Francia

Irán ha anunciado un acuerdo para intercambiar su uranio enriquecido que le permitirá a Irán evitar nuevas sanciones internacionales impulsadas por EEUU e Israel.

Se trata de un pacto negociado antes de la cumbre del G-15 con el presidente brasileño, Luiz Inácio Lula da Silva, y el primer ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, quienes han decidido enviarla en el plazo de una semana al Organismo Internacional de la Energía Atómica (OIEA).

Si el OIEA la acepta, Irán entregará 1.200 kilogramos de su uranio débilmente enriquecido al 3,5% a Turquía, donde quedarían depositados bajo vigilancia iraní y turca. En el plazo de un año, Irán recibiría 120 kilos de uranio enriquecido al 20% procedente de Rusia y Francia para emplear en su programa nuclear civil, según ha anunciado el portavoz del Ministerio iraní de Asuntos Exteriores.

La última oportunidad

Las conversaciones para llegar a un acuerdo, a las que se unió la noche del domingo el primer ministro turco han continuado en la mañana del lunes en un desayuno previo de trabajo antes de la ceremonia de apertura de la XIV edición de la Cumbre del G-15.

Erdogan llegó a medianoche a Teherán y se unió a los esfuerzos del presidente brasileño, de visita oficial en la capital iraní. La repentina llegada del primer ministro turco, que el viernes había cancelado el viaje debido, al parecer, a la falta de flexibilidad iraní, se entendió entonces como una señal de que las negociaciones avanzan por buen camino.

La cumbre en Teherán era considerada como la última oportunidad que le quedaba a la república islámica para evitar la imposición de nuevas sanciones por parte de la comunidad internacional con motivo del controvertido programa nuclear iraní.

Irán acepta un acuerdo para intercambiar su combustible nuclear en Turquía - El País, es - link (aqui)

Teherán enviaría 1.200 kilos de uranio enriquecido al 3,5% a cambio de recibir 120 kilos de uranio enriquecido al 20% para uso civil. - Ahmadineyad pide reanudar las conversaciones con la comunidad internacional

ÁNGELES ESPINOSA - Teherán - 17/05/2010



http://www.elpais.com/recorte/20100517elpepuint_2/XXLCO/Ies/Iran_acepta_intercambiar_uranio_Turquia.jpg

De izquierda a derecha, el ministro brasileño de Exteriores, Celso Amorim, el presidente brasileño, Luiz Inácio Lula da Silva, el presidente iraní, Mahmud Ahmadineyad, el primer ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, y el ministro turco de Exteriores, Ahmet Davutoglu, celebran en Teheran la firma de un acuerdo para intercambiar el uranio iraní en Turquía.- EFE



Irán, Brasil y Turquía acaban de firmar un acuerdo para un intercambio de combustible nuclear que pretende desbloquear la crisis por el programa atómico iraní. A falta de conocer la letra pequeña, el compromiso parece similar al que la comunidad internacional propuso en Ginebra el pasado octubre, pero incluye la garantía de que el intercambio se hará en Turquía y que este país devolverá el uranio poco enriquecido iraní en caso de que no se complete el canje.

El presidente de Irán, Mahmud Ahmadineyad, ha hecho de inmediato un llamamiento a reanudar las conversaciones con el G-6 (EE UU, Rusia, China, Reino Unido, Francia y Alemania). "Tras la firma del pacto para el intercambio de combustible nuclear, es el momento para que los países del G-6 inicien conversaciones con Irán basadas en la honestidad, la justicia y el respeto mutuo", declaró.

El acuerdo llega después de la muy anunciada intervención del presidente brasileño, Luiz Inácio Lula da Silva, que se encuentra en Teherán para promover las relaciones bilaterales y participar en una cumbre de países en vías de desarrollo de Asia, África y América Latina.

El primer ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, otro de los impulsores de la mediación, llegó a la capital iraní anoche después de que su ministro de Exteriores, Ahmet Davutoglu, le informara de que las conversaciones avanzaban de forma positiva. Tras casi 18 horas de negociación, los iraníes aceptaban hacer el intercambio de uranio fuera de su territorio, algo a lo que hasta ahora se habían negado.

Según el texto de 10 puntos, que el jefe de la diplomacia iraní leyó ante los medios de comunicación, Irán enviará a Turquía 1.200 kilos de uranio poco enriquecido (al 3,5%) dentro de un mes, para que en el plazo máximo de un año el Organismo Internacional de la Energía Atómica (OIEA) le facilite los 120 kilos de uranio al 20% que necesita para su reactor de investigación. "Si las provisiones no se respetan, Turquía se compromete a devolver rápida e incondicionalmente los 1.200 kilos de uranio poco enriquecido en cuanto se lo pida Irán", subrayó Manuchehr Mottaki.

"La pelota está ahora en el terreno de las potencias occidentales", declaró por su parte el portavoz de Exteriores iraní, Ramin Mehmanarast. El ministro turco de Exteriores afirmó que ya no había base para nuevas sanciones de la ONU. "El acuerdo de intercambio, firmado hoy por Irán, muestra que Teherán quiere seguir una senda constructiva (...). Nohay base para nuevas sanciones y presiones", dijo Davutoglu.

Pero no está claro que el resultado vaya a ser suficiente para Estados Unidos, que sospecha que el programa nuclear iraní esconde intenciones militares.

Enriquecimiento en la planta de Natanz

Cuando Washington respaldó un intercambio similar en octubre, los 1.200 kilos de uranio poco enriquecido suponían el 80% de todo el combustible acumulado por Irán, y su salida del país por un año garantizaba que durante ese tiempo no tendría capacidad para fabricar una bomba atómica. Desde entonces, la planta de Natanz ha seguido enriqueciendo, y según el propio Ahmadineyad, a un ritmo mayor, lo que reduciría esa medida de confianza.

Teherán, que entonces desestimó la propuesta, considera que ha hecho una concesión, puesto que de acuerdo con el Tratado de No Proliferación, tiene derecho a comprar el combustible para su reactor de investigación, sin necesidad de entregar uranio poco enriquecido a cambio. Pero es precisamente el enriquecimiento de ese uranio, en contra de cinco resoluciones del Consejo de Seguridad, lo que preocupa a EE UU y sus aliados. Ese proceso lo mismo sirve para producir combustible nuclear que para fabricar bombas. Por eso se han movilizado en busca de consenso para una nueva resolución sancionadora.

A medida que se acerca el momento de su aprobación, Irán ha movilizado toda su capacidad diplomática para tratar de frenar las sanciones. En Brasil y Turquía, que actualmente ocupan dos sitios no permanentes en el Consejo de Seguridad, encontró dos aliados de peso para tratar de ganar la partida a EEUU y evitar nuevas sanciones.


Irã assina acordo nuclear mediado por Lula e Turquia - Josias de Souza - Blog do Josias - link (aqui)




17/05/2010

Vahid Salemi/AP

O Brasil amanhece sob o impacto de uma notícia vinda de Teerã. Uma novidade que traz as digitais de Lula.

Os brasileiros ainda dormiam quando Lula foi ao café da manhã, nesta segunda (17).

Dividiu a mesa com o presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, e o primeiro-ministro turco, Recep Tayyip Erdogan.

Depois de se alimentar, os três foram ao encontro dos jornalistas. Trouxeram à luz um acerto esboçado na véspera.

Sob a mediação do Brasil e com a participação da Turquia, o Irã concordou em assinar um acordo para a troca de urânio por combustível nuclear.

Ao lado dos chefes e sob olhares dos repórteres, os ministros das Relações Exteriores dos três países assinaram o acordo.

Coube ao porta-voz da chancelaria iraniana, Ramin Mehmanparast, esmiuçar os termos do entendimento.

Pretende-se que a coisa funcione assim: O Irã enviará à Turquia 1.200 kg de urânio de baixo enriquecimento (3,5%).

O urânio ficará guardado na Turquia, sob vigilância turca e iraniana, pelo período de um ano.

Decorridos os 12 meses, o Irã receberia em troca 120 quilos de urânio enriquecido a 20% da Rússia e da França. Material destinado a pesquisas médicas.

Trata-se de uma fórmula parecida com a que havia sido sugerida, no final do ano passado, pela AIEA (Agência Internacional de Energia Atômica da ONU).

A diferença é a presença da Turquia como fiel depositária do urânio do Irã. O governo turco mantém boas relações com Teerã e também com o Ocidente.

Comprometeu-se a devolver o urânio a Teerã caso os russos e os franceses não cumpram com a sua parte no acordo.

O acerto será submetido agora à AIEA. Só vai ser implementado se obtiver o aval da agência da ONU.

Imagina-se que o novo cenário pode esvaziar o balão das retaliações ao Irã, soprado pelos EUA, com a ajuda da comunidade Européia.

Se tudo correr como planejado, Lula voltará para o Brasil diferente. A barriga do presidente se converterá numa espécie de segundo peito.

Será difícil para a oposição aturá-lo. Um pedaço do petismo já falava, na noite passada, em articular a candidatura de Lula ao Nobel da Paz.

Proto-inimigo do regime de Teerã, Israel apressou-se em borrifar água fria na fervura diplomática.

Minutos depois do anúncio do acordo, o governo israelense mandou dizer que o Irã está apenas “manipulando” o Brasil e a Turquia.


Escrito por Josias de Souza às 05h03

Irã concorda em fazer troca de combustível nuclear na Turquia - G1 - link (aqui)




17/05/2010 03h37 - Atualizado em 17/05/2010 06h31


O Irã concordou em fazer a troca de combustível nuclear na Turquia, anunciou nesta segunda-feira (17) o porta-voz do Ministério das Relações Exteriores do Irã, Ramin Mehmanparast. O acordo sobre o enriquecimento de urânio iraniano foi assinado nesta segunda após reuniões realizadas entre o presidente Luiz Inácio Lula da Silva, o presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, e o primeiro-ministro turco, Tayyip Erdogan, em Teerã.

Segundo o acordo, o Irã enviará 1.200 kg de urânio de baixo enriquecimento --o suficiente para a fabricação de uma bomba se enriquecido no patamar necessário – para a Turquia, que devolverá o material enriquecido para um reator de pesquisas do Irã.

Irã concorda em fazer troca de combustível nuclear na  Turquia
O acordo sobre o enriquecimento de urânio foi assinado nesta segunda-feira (17) (Foto: Morteza Nikoubazl/Reuters)

Após a assinatura do acordo, o ministro de Relações Exteriores turco, Ahmet Davutoglu, disse que não há mais justificativas para outras sanções e pressões das Nações Unidas sobre o Irã a respeito da questão nuclear.

Assim que assinou o acordo, o presidente iraniano Ahmadinejad iniciou ligações rápidas para os países membros do Conselho de Segurança das Nações Unidas (Estados Unidos, Rússia, China, França e Inglaterra), além da Alemanha. “É o momento de esses países iniciarem conversas com o Irã baseadas na honestidade, Justiça e respeito mútuo”, disse.

Irã assina acordo nuclear proposto por Brasil e Turquia - UOL Notícias - link (aqui)



17/05/2010 - 04h42

O Irã concordou em enviar urânio para ser enriquecido no exterior, como parte de um acordo negociado em Teerã entre o presidente Luiz Inácio Lula da Silva, o presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, e o primeiro-ministro turco, Recep Tayyip Erdogan.

O porta-voz do Ministério do Exterior do país, Ramin Mehmanparast, disse que o país vai enviar 1.200 kg de urânio de baixo enriquecimento (3,5%) para a Turquia em troca de combustível para um reator nuclear a ser usado em pesquisas médicas em Teerã.

O entendimento anunciado nesta segunda-feira e assinado em frente a jornalistas em Teerã tem como base a proposta da Agência Internacional de Energia Atômica (AIEA, órgão da ONU), do final do ano passado, que previa o enriquecimento do urânio iraniano em outro país em níveis que possibilitariam sua utilização para uso civil, não militar.

Analistas acreditam que a adoção de uma proposta que segue as linhas do que foi negociado na ONU poderia esfriar os ânimos dentro do Conselho de Segurança da organização e evitar uma nova rodada de sanções, como defendem os Estados Unidos.

Entretanto, o correspondente da BBC em Istambul, Jonathan Head, disse que mesmo entre as autoridades do Ministério do Exterior turco existe um ceticismo pela possibilidade de que o Irã esteja acenando com boa vontade, mas pouco disposto a cooperar na questão nuclear.

Poucos minutos após o anúncio do acordo, Israel criticou o Irã, afirmando que Teerã está "manipulando" o Brasil e a Turquia.

Os dois países são membros não-permanentes do Conselho de Segurança da ONU e querem evitar as sanções.

Alguns integrantes do Conselho - principalmente os Estados Unidos - desconfiam das intenções do programa nuclear iraniano.

O Irã afirma que ele tem fins pacíficos, e que o país não pretende desenvolver armas nucleares.

Suspense Os termos do acordo serão submetidos à AIEA, anunciou o Irã. Se for aceito, os 1.200 quilos de urânio iraniano com baixo enriquecimento ficará guardado na Turquia sob vigilância turca e iraniana.

Em troca, após um ano, o Irã tem direito de receber 120 quilos de material enriquecido a 20% procedente da Rússia e da França.

A expectativa era de que um novo entendimento com os iranianos fosse anunciado ainda no domingo, mas o assunto não foi comentado nem pelo presidente Luiz Inácio Lula da Silva e tampouco pelo presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, durante o encontro bilateral.

Inicialmente, o premiê Erdogan era esperado para um encontro trilateral com os líderes brasileiros e iraniano, mas acabou desistindo da viagem sob o argumento de que a o Irã não estaria "comprometido" com o acordo proposto.

No fim, Erdogan acabou viajando a Teerã, onde chegou nas primeiras horas da segunda-feira.

O suspense indica que a diplomacia para chegar a um acordo foi "complexa", segundo as palavras do próprio ministro brasileiro das Relações Exteriores, Celso Amorim, em entrevista ao jornal "Washington Post".

Na sexta-feira, em encontro com Lula em Moscou - primeira parada desta viagem de Lula ao exterior -, o presidente russo, Dmitri Medvedev, disse que a proposta do Brasil e da Turquia seria a última chance do Irã de evitar as sanções da ONU.

Gestos de boa vontade No domingo, Lula se encontrou com o líder supremo iraniano, o aiatolá Ali Khamenei, e com o presidente do país, Mahmoud Ahmadinejad.

A agência oficial iraniana IRNA noticiou que Khamenei elogiou o Brasil. Segundo a agência de notícias AFP, Ahmadinejad também fez elogios ao Brasil. Lula e Ahmadinejad discursaram em um evento para empresários dos dois países, mas nenhum dos dois mencionou a questão nuclear.

Ainda no domingo, o presidente da França, Nicolas Sarkozy, divulgou uma nota em que agradece aos governos de Brasil, Síria e Senegal por seus esforços em prol da libertação da professora francesa Clotilde Reiss, que estava presa em Teerã desde o ano passado.

Reiss havia sido condenada em julho do ano passado por dez anos de prisão por espionagem e por ter enviado fotografias por e-mail mostrando protestos contra o governo iraniano.

O anúncio da libertação foi feito neste sábado, dia da chegada do presidente Lula a Teerã.

Segundo fontes da diplomacia brasileira, o presidente Ahmadinejad teria dito a Lula que a libertação da professora francesa foi um "presente" do governo iraniano ao presidente brasileiro.

Nesta segunda-feira, o presidente brasileiro participa de uma reunião do G15, um grupo de cooperação entre países em desenvolvimento não-alinhados. Além de Brasil e Irã, participam do G15 Argélia, Argentina, Chile, Egito, Índia, Indonésia, Jamaica, Malásia, México, Nigéria, Quênia, Senegal, Sri Lanka, Venezuela e Zimbábue.

Mônica Bergamo - Folha de São Paulo - link (aqui)

bergamo@folhasp.com.br

CANTO DE PITANGA
Mastrangelo Reino/Folha Imagem

Camila Pitanga veio a São Paulo, na semana passada, para gravar a canção-tema da animação "Lutas", de Luiz Bolognesi. "Gosto de cantar, tenho aula há cinco anos. Mas é a primeira vez que faço isso em um filme", conta a atriz, que também dubla Janaína, a protagonista do longa, que passeia por toda a história do Brasil -de conflitos entre indígenas, antes de 1500, até uma hipotética guerra pela água, em 2096. Ela passou seis horas no estúdio, gravando também um clipe da música. "Foi uma tarde gostosa, um trabalho emocionante."

Caso de polícia

Dois anos depois de ter sido criado, o site do programa Nota Fiscal Paulista (NFP), do governo do Estado de SP, continua sendo usado para fraudes. Em geral, o golpista se cadastra na página com o CPF de outra pessoa. O verdadeiro dono do documento, sem saber, acumula créditos ao pedir a NFP em suas compras. Mas, na página do programa, eles são desviados pelo fraudador. A vítima só descobre quando tenta acessar seu extrato e não consegue, pois sua senha foi trocada.

ZERO
A coluna confirmou pelo menos um caso, o da aposentada Maria Estela Amarante, de Indaiatuba. Ao entrar no sistema, ela descobriu que alguém tinha transferido seus créditos para o CPF de uma pessoa que nem conhece. Fez boletim de ocorrência. E diz que, ao procurar um posto da Secretaria da Fazenda, encontrou outra mulher que dizia ter sido vítima de um desvio "de R$ 30 mil", créditos da compra de um carro zero.

CONSELHOS
A Secretaria da Fazenda diz que já registrou outros casos semelhantes. Afirma que não divulga os números para não estimular a fraude, mas diz que ele é irrelevante perto do total de pessoas que usam a nota (8 milhões) e dos recursos que são movimentados (R$ 2,7 bilhões distribuídos desde 2007). E recomenda que todos os que se descobrirem vítimas do golpe façam boletim de ocorrência e procurem um posto do órgão.

FOCO
Nem bem fechou uma pesquisa eleitoral, na quinta, o Instituto Vox Populi começou outra -que deve capturar se houve, ou não, efeito do programa eleitoral do PT em que Lula passou quase cinco minutos elogiando a ministra Dilma Rousseff (PT-RS) na TV.

TURMA
O PSB de SP pretende encorpar o lançamento da candidatura de Paulo Skaf, no próximo dia 21, ao governo de SP. Além do governador de Pernambuco, Eduardo Campos, presidente nacional do partido, pretende trazer ao evento seus outros governadores: Wilson Martins, do Piauí, Iberê de Souza, do Rio Grande do Norte, e Cid Gomes, do Ceará. Já Ciro Gomes (PSB-SP) não deve comparecer. Ele está descansando no exterior.

ROLEX SEGURO
Desde janeiro, a Associação dos Moradores e Empresários da Rua Amauri não registra nenhum roubo de relógios na via do Itaim Bibi. Para diminuir as ocorrências, a associação contratou 12 seguranças que ficam à paisana na rua e instalou 16 câmeras de vigilância.

BUMBA
Sig Bergamin, que mora em SP, chamou 60 amigos para comemorarem seu aniversário de 56 anos num baile funk na favela Rio das Pedras, no Rio de Janeiro. Alugou até um ônibus para levar todo mundo -mas só quem usava uma camiseta com a frase "I Was There (eu estive lá)" poderia entrar. Na turma de convidados estavam Glória Maria, Maitê Proença e a estilista Lenny Niemeyer.

ARTE IMITA A VIDA
Namorados na vida real, Taís Araujo e Lázaro Ramos podem fazer par romântico no musical "Orfeu da Conceição", com estreia prevista para setembro. Ela negocia para viver Eurídice e ele, o protagonista. "As conversas com a Taís estão bem avançadas. Com o Lázaro, depende de agenda", diz o diretor Aderbal Freire-Filho.

CORTE
O Museu Lasar Segall vai adaptar o projeto do catálogo raisonné do artista, publicação com todas as suas obras, a um orçamento menor. A ideia era realizá-lo com R$ 5 milhões -mas o Ministério da Cultura autorizou a captação de R$ 3,3 milhões pela Lei Rouanet.

PALHETA
E o advogado Fernando Lottenberg é o novo conselheiro do Lasar Segall.


Ele entra no lugar antes ocupado pelo bibliófilo José Mindlin, morto em março.

CARRIE & CIA
A pré-estreia de "Sex and the City 2" já está marcada para o dia 27, em SP. As seis salas do Cinemark do shopping Iguatemi foram reservadas para o evento de lançamento do longa sobre Carrie e as amigas. A decoração terá como tema o Oriente Médio -no filme, elas viajam para Abu Dhabi.

PRINCESA NO CEU
A princesa Mathilde, da Bélgica, visitará o CEU (Centro Educacional Unificado) de Heliópolis hoje. Amanhã, ela será homenageada pela vice-prefeita Alda Marco Antonio (PMDB) com um almoço na Fundação Oscar Americano.

CURTO-CIRCUITO
O GOUVÊA VIEIRA ADVOGADOS inaugura hoje uma nova unidade, na rua Líbero Badaró, no centro. Nela funcionará a área de contencioso voltada a clientes corporativos com grande volume de processos.
A SENADORA Marina Silva (PV-AC) participa de almoço com empresários do Lide, hoje, no hotel Hyatt.
A TRAFFIC SPORTS comemora 30 anos hoje, às 20h30, com festa com show de Lulu Santos, no hotel Unique.
O EX-MINISTRO DA JUSTIÇA Saulo Ramos recebe hoje, às 10h, o título de Professor Honoris Causa da FMU, na Casa Metropolitana do Direito, na Liberdade.
O LIVRO "Os Oliveira Costa de Taubaté", de Carmo Chagas, será lançado hoje, às 19h30, no Museu da Casa Brasileira.
O ARQUITETO Gian Carlo Gasperini recebe hoje, às 19h, o título de Cidadão Paulistano, na Câmara Municipal de São Paulo.
O SHOPPING Iguatemi realiza de hoje a domingo a semana One Week, com palestras e shows para os consumidores.

com DIÓGENES CAMPANHA, LEANDRO NOMURA e LÍGIA MESQUITA

ENTREVISTA - MAYNARD MARQUES SANTA ROSA - Folha de São Paulo - link (aqui)







Governo Lula quer implantar ditadura totalitária no país

General pivô de polêmica defende que ditadura de 1964 foi autoritária, mas não totalitária, e deixou imprensa "amplamente livre"

RESPONSÁVEL até fevereiro deste ano pelo Departamento de Pessoal do Exército, o general Maynard Marques Santa Rosa, 65, disse à Folha que está em andamento um processo para transformar o Brasil numa "ditadura totalitária comunista" e que o 3º Programa Nacional de Direitos Humanos é parte dessa estratégia.
Ele afirma que "com certeza" há exagero quando se fala em tortura na ditadura militar (1964-85). "Vocês conhecem algum ex-torturado cubano? Ou russo? Não existe, porque não se deixava sair [da prisão]. Então, foi a bondade, entre aspas, dos torturadores que permitiu que saíssem [no Brasil]."

LUCAS FERRAZ
DA SUCURSAL DE BRASÍLIA
ELIANE CANTANHÊDE
COLUNISTA DA FOLHA

O general foi duro em relação à pré-candidata Dilma Rousseff ao dizer que a Comissão da Verdade, criada pelo PNDH, só seria correta "se você perguntasse a Dilma quantas pessoas ela assaltou, torturou, matou..."
Quanto à eleição, diz não estar animado: "Na Dilma, não voto de jeito nenhum, mas não é fácil engolir o Serra".
Santa Rosa foi exonerado após a Folha ter publicado e-mail em que ele classificou a Comissão da Verdade de "comissão da calúnia integrada por fanáticos". Ficou encostado no Comando da Força até passar para a reserva, em 31 de março. Segundo diz, "95% do Exército" pensa como ele. A diferença é que Santa Rosa é um dos raros casos de militar que diz o que pensa em público.

FOLHA - Qual é sua opinião sobre o governo Lula?
MAYNARD MARQUES SANTA ROSA -
Acho o presidente uma pessoa simpática, tem empatia com o público e sensibilidade em detectar os anseios da massa. O que é diferente da linha governamental que ele segue. Está rodeado de pessoas impregnadas de preconceito e ideologia. O governo tem várias caras. Ideologicamente, é intolerante, autoritário. Para ser mais preciso, tem anseio totalitário.

FOLHA - O Lula?
SANTA ROSA
- O governo. O presidente, não. Não sei se ele é usado ou se ele usa esse grupo para promover seus interesses.

FOLHA - O que caracteriza o autoritarismo do governo?
SANTA ROSA
- A intolerância com opiniões contrárias. Quem examinar o Programa Nacional de Direitos Humanos vai interpretar o que digo. Aquilo é um tratado ideológico de extrema intolerância, onde se pretende regular uma sociedade inteira. Adota o tal princípio da transversalidade. Na medida em que se têm intenções que transcendem Legislativo e Judiciário, são pretensões que transcendem até preceitos da Constituição, portanto, totalitárias.

FOLHA - Em que parte o 3º PNDH transcende Legislativo e Judiciário?
SANTA ROSA
- Quando propõe a institucionalização de mecanismos ilegais. Ingerir no processo judicial de reintegração de posse transcende a lei e na estimulação da degradação dos costumes à revelia da tradição cristã que temos, ao estimular a homoafetividade.

FOLHA - Totalitarismo não é o contrário, exigir que todos tenham o mesmo comportamento?
SANTA ROSA
- Querer consertar isso com outra penada mais totalitária é que é o erro. Temos de deixar fluir a natureza, inclusive nas relações sociais.

FOLHA - Os dois planos elaborados no governo FHC já não continham basicamente os mesmos pontos.
SANTA ROSA
- O primeiro plano não choca ninguém. Embora tenha bandeiras polêmicas, obedece ao princípio da naturalidade, não faz a sociedade civil engolir pontos que não lhe pertencem, diferentemente do de agora, fabricado de fora.

FOLHA - De fora? De onde?
SANTA ROSA
- Se você pesquisar a similitude entre a Constituição venezuelana, e também a equatoriana e a boliviana, que são clones adaptados aos seus países, vai verificar qual é a origem. Isso tudo é uma composição organizada, é uma conspiração internacional.

FOLHA - Durante seus 49 anos no Exército, o sr. conheceu muitos gays nas Forças Armadas?
SANTA ROSA
- Não, existe uma rejeição inata da estrutura militar contra isso. O problema é que existe uma articulação, no sentido de transformar a sociedade, colocar uma nova cultura goela abaixo na classe média, e isso é apenas uma fase preliminar para depois se implementar o que se quiser.

FOLHA - E o que se quer?
SANTA ROSA
- Uma ditadura totalitária.

FOLHA - Comunista?
SANTA ROSA
- Exatamente. Primeiro, transformar os costumes da sociedade, para, por último, implementar o sistema totalitário. Falar isso no século 21 é quase uma aberração.

FOLHA - Após 21 anos de ditadura, a democracia não é irreversível?
SANTA ROSA
- Não acho. O povo não reage, está numa situação letárgica. Nosso povo não tem opinião, e quem tem se cala. Estamos anestesiados.

FOLHA - No seu e-mail contra o plano não havia nada disso.
SANTA ROSA
- O nosso foco era a defesa da instituição militar.

FOLHA - Nosso? De quem?
SANTA ROSA
- Meu. O foco militar era porque, se se conseguisse abrir a Comissão da Verdade, o resto seria facilmente alastrado. Houve uma reação institucional à qual até o próprio ministro [Nelson Jobim] aderiu, reconhecendo que iria causar uma desarmonia grande. Então, ele contrapôs aquele protesto que levou o presidente a flexibilizar a redação do plano.

FOLHA - Que nota o sr. dá para o ministro Nelson Jobim?
SANTA ROSA
- Para o momento, é o melhor que se tem. É preparado, foi ministro do STF, da Justiça, tem relacionamentos de alto nível e é inteligente. O Ministério da Defesa é uma necessidade, faz parte da modernidade do Estado.

FOLHA - Como o sr. define o regime de 1964?
SANTA ROSA
- Um regime emergencial, um mal que livrou o país de um mal maior.

FOLHA - E a tortura?
SANTA ROSA
- Nunca foi institucionalizada, é um subproduto do conflito. A tortura começou com os chamados subversivos. Inúmeros foram justiçados e torturados por eles próprios, porque queriam mudar de opinião. A tortura nunca foi oficial.

FOLHA - O sr. critica que o plano está transportando para o país um regime autoritário, mas não foi justamente o de 1964?
SANTA ROSA
- Foi autoritário, mas não totalitário.

FOLHA - Qual é a diferença?
SANTA ROSA
- A imprensa, por exemplo, foi amplamente livre.

FOLHA - Como?!
SANTA ROSA
- Só teve censura no momento de pico, a partir do AI-5 [1968]. Se não houvesse um enrijecimento político naquela oportunidade, poderia se perder o controle. Considero isso tudo um mal, mas um mal menor e necessário.

FOLHA - O sr. aceita um militar torturando uma pessoa indefesa, um jovem, uma mulher, desarmados?
SANTA ROSA
- Nenhum militar torturou ninguém. Se houve, foi no Dops [Departamento de Ordem Política e Social, oficialmente vinculado à polícia].

FOLHA - Não é covardia matar pessoas e torturar rapazes e moças, algumas grávidas, depois de presas?
SANTA ROSA
- Sinceramente, não sei de nenhum caso. O que existe é produto de imaginação.

FOLHA - O sr. tem dúvida? A própria ex-ministra Dilma Rousseff foi presa e torturada.
SANTA ROSA
- Ela diz que foi torturada, mas... Só no Brasil, a pessoa que sobrevive, e está com boa saúde, alega a tortura para ganhar os benefícios, sejam políticos ou de pensão.

FOLHA - É mentira que houve tortura?
SANTA ROSA
- Com certeza absoluta. Vocês conhecem algum ex-torturado cubano? Ou russo? Ou chinês? Não existe, porque não se deixava sair [da prisão]. Então foi a bondade, entre aspas, dos torturadores que permitiram que saíssem [no Brasil]. Institucionalmente, legalmente, não houve [tortura]. Não posso afirmar que, fora do controle, não tenha havido.

FOLHA - Não é justo, portanto, ter uma Comissão da Verdade para apurar se houve ou não houve?
SANTA ROSA
- Seria justo se os dois lados dissessem a verdade. Se você perguntar a Dilma Rousseff quantas pessoas ela assaltou, torturou, matou...

FOLHA - Até onde se sabe, ela não matou ninguém.
SANTA ROSA
- É o que ela alega. Sabe-se que tem vítima.

FOLHA - Qual é a sua opinião sobre José Serra? Ele foi presidente da UNE, exilado no Chile...
SANTA ROSA
- É um administrador competente, um gestor público excelente, tanto que, se voltar para São Paulo, se reelege. Mas eu estou me atendo ao produto do trabalho dele.

FOLHA - E a Marina Silva?
SANTA ROSA
- Tem uma visão da Amazônia igual à da Fundação Ford, igual à dos americanos. É uma visão internacionalista.

FOLHA - O sr. vota em quem?
SANTA ROSA - Na Dilma não voto de jeito nenhum, mas não é fácil engolir o Serra.


Frases

"[O presidente Lula] está rodeado de pessoas impregnadas de preconceito e ideologia. O governo tem várias caras. Ideologicamente, é intolerante, autoritário. Para ser mais preciso, tem anseio totalitário."

"Só no Brasil, a pessoa que sobrevive, e está com boa saúde, alega a tortura para ganhar os benefícios, sejam políticos ou de pensão. Com certeza absoluta [não houve tortura]. (...) Institucionalmente, legalmente, não houve"



perfil

Democracia com limite até em casa

DA COLUNISTA DA FOLHA
DA SUCURSAL DE BRASÍLIA

Com uma pulseira da Nasa no braço esquerdo, "para equilibrar o sistema simpático e para-simpático e ficar zen", o general Maynard Marques Santa Rosa convive com uma curiosa liberdade religiosa na sua família: ele é espírita, a mulher, católica, e o filho, evangélico.
"Temos uma democracia religiosa", brinca ele, mas deixando claro que democracia tem limite também em casa.
"Em quem a sua mulher vai votar?", perguntou a Folha.
"Em quem eu mandar", respondeu, rápido.
Ele se declara apaixonado por "política e estratégia" e um leitor voraz. Considera Graciliano Ramos e Machado de Assis muito pessimistas. Prefere José de Alencar.
Durante almoço na quarta-feira, em Brasília, ele foi cáustico crítico das ONGs, "que recebem mais dinheiro do governo do que o Exército", e contra a adesão brasileira ao Protocolo Adicional do TNP (Tratado de Não Proliferação Nuclear).
Criticou ainda o excesso de proteção da Amazônia e o zoneamento ecológico para proteger índios, quilombolas "e outras minorias". Mas atacou especialmente a união civil homossexual.
Alagoano, Santa Rosa passou para a reserva aos 65. Era integrante do Alto Comando do Exército, que inclui apenas os 14 oficiais de quatro estrelas (os generais-de-Exército, último grau da hierarquia) da ativa. Encerrou a carreira encostado no gabinete do comandante Enzo Martins Péri.
Segundo Santa Rosa, o que diz representa o pensamento médio de "95% dos militares do Exército". Não há pesquisas para comprovar.