terça-feira, 29 de setembro de 2009
Bar é poesia - Ana Maria Lopes

seca
(Ana Maria Lopes)
Choro porque
a umidade do ar
está baixa.
Tento me fazer útil
e úmida.
Bar é poesia - Rose Felliciano
Minha Terra tem Soneto...
(Rose Felliciano)
“Tens meus passos, tuas ruas
E como nelas andei...
Amei em noites de lua,
Nas nuas brisas, despertei...
O teu céu é de um azul diferente
As estrelas são confidentes
Carregas meus sonhos, minha vida
Pelas tuas avenidas a desfilar....
És tão bela, minha cidade
Que mesmo em lindas viagens
Sinto saudades de ti...
Haverá porto seguro
Como o que tenho aqui...
Bar é poesia - Alyne Costa
Porta Jóias
(Alyne Costa)
Na minha caixinha de música
A bailarina dança mal-assombrada
Nenhuma jóia guardada
Nem sabonete de motel
Na minha caixinha de música
Alguns alfinetes espetam verdades
Antigas cartas de amor
Sonetos que nem me lembrava mais
Letras de velhas canções
Riscos e rabiscos
Poemas eróticos
Alguns botões.
Na minha caixinha de música
Canhotos de filmes
Cheiro de mofo
Frasco vazio de um patchouli
Na minha caixinha de música
Retratos partidos ao meio
Recortes de modelo
Moldes de boa menina
Receitas de vizinhas
Na minha caixinha de música
Há um tempo que ainda não passou
E mora na saudade.
Outro tempo que ainda não veio.
Se dilata em ansiedade.
Na minha caixinha de música
Dobradiças enferrujadas
Veludo devorado por traças
E qualquer coisa que eu ainda ache graça.
Um antidepressivo vencido.
E a melodia que atravessa o tempo.
«Et Dieu créa Bardot» - Libération, fr - link (aqui)
Construite en trois parties, l’exposition s’ouvre en plongeant le visiteur dans «la folie Bardot». © Brigitte Bardot, Mexique, 1965. Douglas KirklandA l'occasion du 75e anniversaire de l'actrice, la ville de Boulogne-Billancourt organise une exposition — la première du genre — consacrée au mythe Bardot. Espace Landowski, Boulogne-Billancourt, jusqu'au 31 janvier 2010.
DOMINIQUE POIRET
La France de Coty. C’est dans une France austère et conservatrice que surgit le phénomène Bardot. Brigitte Bardot, 1968. © Collection Jacques Héripret
L'exposition tire le portrait de la jeune Bardot et de sa famille. Brigitte Bardot jeune avec un pull rayé. © Sam Lévin RMN
En 1950, le réalisateur Marc Allégret la remarque sur une couverture du magazine ELLE. Mais il faut attendre 1956 pour que le choc de Et Dieu créa la femme se produise. Brigitte Bardot de profil avec un bandeau. © Sam Lévin RMN
A la Une. Très vite, Brigitte Bardot se retrouve exposée en couverture des magazines du monde entier. Brigitte Bardot dans une serviette rose. © Sam Lévin RMN
B.B. et la musique. Sur les tournages, elle emporte sa guitare. Elle chante plus de 80 chansons, celles que lui écrit Serge Gainsbourg entre autres. Brigitte Bardot à la guitare. © Collection Bob Zagury
«Si Don Juan était une femme», évocation en images de ses conquêtes, maris, amants,et amis… Brigitte Bardot en robe verte. © Ghislain Dussary
«Coquillages et crustacés». En 1958, Brigitte Bardot achète la Madrague sur la route des Canebiers à Saint-Tropez. Brigitte Bardot et le chien. © Collection Jacques Héripret
Bardot Show. Diffusé le 31 décembre 1967, «le Bardot Show» lui est entièrement consacré. Serge Gainsbourg y participe et crée pour cette occasion Harley Davidson et Bonnie & Clyde. © Collection Bob ZaguryModella e clandestina: arrestata - Corriere Della Sera, it - link (aqui)
DA CASSIERA é DIVENTATA TESTIMONIAL DELLA GRANDE CATENA TESCO
La 32enne Fatou, originaria del Gambia, senza permesso di soggiorno. Lei: «Era un sogno stare in copertina»
LONDRA - Sembrava un colpo di fortuna. Si è presto rivelato un crudele scherzo del destino. La trentaduenne Fatou Cham, originaria del Gambia, ma che vive da diversi anni a Londra, pensava di essere a una svolta nella sua vita: l'azienda britannica «Tesco», il gruppo di distribuzione più grande d'Inghilterra, per cui lavorava da otto anni come cassiera, l'aveva scelta, tra centinaia di colleghe, come nuovo volto di una sua campagna pubblicitaria autunnale. La cassiera, diventata all'improvviso modella, avrebbe dovuto promuovere, per tutta la stagione, i capi d'abbigliamento della linea «Florence & Fred». Pochi giorni dopo essere apparsa su famosi tabloid e settimanali britannici, la trentaduenne è stata arrestata: i funzionari dell'immigrazione, probabilmente grazie a una soffiata, hanno scoperto che la donna di colore, madre di tre figli, era sprovvista di permesso di soggiorno. Adesso Fatou rischia di essere espulsa dal paese anglosassone.IN INGHILTERRA PER STUDIARE - La ragazza è arrivata in Inghilterra nel 1998 per seguire dei corsi alla «London Metropolitan University». Il suo visto da studente è scaduto nel 2001 e sebbene nel corso degli ultimi otto anni abbia più volte presentato una richiesta per prolungare la sua permanenza in Inghilterra, il permesso non le è mai stato concesso. La ragazza è stata assunta da Tesco nel 2002: al tempo per lavorare in Inghilterra bastava avere un numero d'assicurazione nazionale. Nel 2004 la legge è cambiata e oggi gli extracomunitari che vogliono vivere in Inghilterra hanno bisogno del visto di lavoro. Lo scorso gennaio la Fatou ha presentato l’ennesima richiesta, ma il ministero degli Interni l'ha di nuovo rifiutata. Risultato? La trentaduenne oggi è una dei tanti clandestini che vivono in Inghilterra.
DAL SOGNO ALL'INCUBO - L'ormai ex cassiera è stata interrogata per oltre due ore dalla polizia e ha tentato di difendere la sua condotta. Al Daily Mirror ha dichiarato: «Gli ultimi giorni sono stati davvero stressanti. Sono venuta in Inghilterra per avere una vita migliore e non voglio ingannare nessuno. Voglio solo restare in questo paese con la mia famiglia ed essere felice». Poi ha raccontato come è stato triste passare dal sogno di essere una modella all'incubo della prigione: «Ero così felice di essere diventata il volto di Tesco e non vedevo l'ora di vedere quali opportunità mi avrebbero offerto. Ora invece è diventato tutto orribile». Il suo avvocato afferma che i vari tentativi di ottenere un permesso di lavoro sono la prova che la sua cliente non volesse vivere in clandestinità e poi taglia corto: «Sono certo che il suo caso è arrivato all'attenzione della polizia dopo la campagna per Tesco». L'azienda da parte sua ha subito collaborato con la polizia e in un certo senso ha scaricato la trentaduenne: «Non appena siamo stati informati di questo problema, abbiamo cooperato pienamente con l'inchiesta» ha dichiarato un portavoce dell'azienda. «Siamo soddisfatti di aver seguito le procedure correttamente».
Francesco Tortora
28 settembre 2009
Confessione della top model Anderton «Mi sono venduta per pagare la droga» - Corriere Della Sera, it - link (aqui)
«ho speso almeno 200mila sterline in cocaina»
Pagata anche 20mila sterline a notte. «Fare la modella ti può spingere verso la prostituzione, esistono altri casi»
LONDRA - «Facendo la modella, ho cominciato a considerare il mio corpo come una merce. Da lì a prostituirmi il passo è stato breve». Parole di Sophie Anderton, nota top model inglese di 32 anni, che ha confessato al Sun di aver venduto il proprio corpo più volte per ripianare i debiti contratti con l'acquisto della droga.
MODA E SESSO - La presa di coscienza è arrivata quando Sophie si è trovata di fronte un grasso uomo d'affari, a Londra: l'avrebbe pagata la bellezza di 20mila sterline. «Mi sentivo male. Quando sono uscita tremavo e piangevo. Andando a letto con cinque uomini avevo guadagnato più di 50mila sterline, potevo ripianare i miei debiti e scappare da quell'inferno». La 32enne di Boston, pur ammettendo di aver «fatto un grosso errore», sottolinea che il mondo della moda è difficile e può spingere le ragazze verso la prostituzione: «Almeno altre due famose top model hanno preso la mia stessa strada». Lei, che ha fatto sesso la prima volta a 14 anni e ha fumato il primo spinello a 9, racconta: «La droga era ovunque». Qualche anno dopo è rimasta incinta e ha abortito: «Temevo che con la droga avrei danneggiato il bambino. Poi ho scoperto che si trattava di una femmina». Nel 2007 cade di nuovo nella prostituzione: «Ma un giornale lo ha scoperto, questo probabilmente mi ha salvato. Adesso voglio solo lasciarmi il passato alle spalle». Oggi è un volto noto della tv inglese grazie alla partecipazione a diversi reality. Senza rinunciare alla passione per la moda: la Anderton sta lavorando a una sua personale linea di lingerie.
28 settembre 2009(ultima modifica: 29 settembre 2009)
È morta Lucy O'Donnell, ispirò Lennon - Corriere Della Sera, it - link (aqui)
Soffriva di una malattia autoimmunitaria
Compagna di asilo di Julian, che un giorno ha portato a casa un disegno: «È lei, nel cielo con i diamanti»
MILANO - Si chiamava Lucy O'Donnell, aveva 46 anni. È morta per una forma di lupus, una malattia autoimmunitaria. Ma soprattutto è colei che nel lontano 1967 ispirò la celeberrima canzone dei Beatles «Lucy in the sky with diamonds».IL DISEGNO ISPIRATORE - Il titolo del brano, inserito nell'album «Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band», è stato inventato da Julian, figlio di John Lennon: l'anno prima aveva portato a casa un suo disegno ispirato alla O'Donnell, sua compagna di classe, spiegando: «È Lucy nel cielo con i diamanti». Lei allora aveva 3 anni, lui 4. Molti credono tuttora che il brano sia un riferimento all'Lsd (le iniziali del titolo), la famosa droga allucinogena, ma la donna ha rivelato due anni fa di esserne l'ignara ispiratrice: «Julian aveva fatto un disegno e quel giorno il padre è venuto con l'autista a prenderlo a scuola» ha detto in un'intervista alla Bbc.
LUNGA BATTAGLIA - Lucy Vodden, questo il nome da sposata, è morta all'ospedale St. Thomas di Londra dopo una lunga battaglia contro la malattia. Lo ha reso noto la St. Thomas Lupus Trust, associazione benefica di cui la donna era attivista. Negli ultimi anni Julian è tornato in contatto con la ex compagna di classe. Julian e sua madre Cynthia, ha comunicato la Lupus Trust, sono «addolorati e rattristati dalla morte di Lucy».
28 settembre 2009
Megan Fox, obsesionada por una actriz pornográfica - El País, es - link (aqui)
La intérprete confiesa su pasado interés por Jenna Jameson en el diario 'La Stampa'
EFE - Roma - 28/09/2009
La actriz estadounidense Megan Fox ha desvelado que estuvo obsesionada por una actriz pornográfica y que tuvo una relación amorosa con una mujer, en una entrevista hecho por el diario italiano La Stampa. "Es verdad, cuando tenía 18 años, tuve una relación de amor con una 'stripper' rusa y, durante algún tiempo, estuve obsesionada por la actriz pornográfica Jenna Jameson", ha afirmado la actriz.
Considerada con sus 23 años una de las mujeres más sexy del mundo, la actriz se encuentra promocionando la película Jennifer's Body, en la que encarna el papel de una joven poseída por el demonio que asesina a sus compañeros de instituto.
Sin embargo, en su vida real, las armas a las que recurre para subyugar a sus víctimas son otras. "La sensualidad puede ser una arma muy potente y nosotras las mujeres tenemos que aceptarla en lugar de combatirla. No disponemos de la fuerza física para dominar a los hombres, pero no la necesitamos porque podemos usar nuestros dotes naturales", ha explicado.
Fox ha opinado que "hablar de sensualidad y de sexo para una mujer es escandaloso", porque "vivimos en una sociedad que ha sido fundada sobre principios bíblicos arcaicos, donde los hombres son admirados por sus proezas sexuales, mientras que nosotras provocamos molestia, sobre todo en los Estados Unidos". Sin embargo, la joven actriz ha considerado que "en Europa una mujer puede ser sexy y también inteligente.
De su novio actual, Austin Green, Fox ha explicado que se siente "afortunada" porque ha encontrado a "una persona espontánea", que es capaz de quedarse con ella a pesar de todas sus idioteces. Y preguntada por su hombre ideal, la actriz ha contestado que para ella "un hombre, en primer lugar, tiene que tener un gran sentido del humor y el coraje de ser vulnerable, porque ser macho es fácil, pero para ser vulnerables necesita coraje".
Fox se ha quejado de los periódicos que, cuando escriben sobre ella, no le permiten ser "auto-irónica", y que "toman en serio todas las salidas sarcásticas" que ha dicho, y que la retratan como si fuera "una mujer muy segura, vacía y consentida, que no tiene mucho para decir".
Brigitte Bardot cumple 75 años - El País, es - link 9aqui)
Brigitte Bardot cumplió ayer 75 años. La que fue mito erótico de los años sesenta vive ahora dedicada a la lucha contra el maltrato a los animales. El Gobierno francés ha regalado a BB, con motivo de su aniversario, una exposición en la que se recoge todo su legado como artista y modelo.
EE UU califica de "irresponsable e idiota" el regreso de Zelaya a Honduras - El País, es - link (aqui)
El embajador estadounidense ante la Organización de Estados Americanos (OEA), Lewis Anselem, pide a Zelaya que desista de hacer "alegaciones incendiarias"
REUTERS - Washington - 28/09/2009
El embajador estadounidense ante la Organización de Estados Americanos (OEA), Lewis Anselem, ha calificado hoy de "irresponsable e idiota" el regreso del presidente depuesto hondureño Manuel Zelaya al país centroamericano el pasado lunes antes de cerrar antes un acuerdo con el Gobierno de facto instaurado en el país desde el golpe de Estado.
En las declaraciones más duras de EE UU contra Zelaya hasta ahora, Anselem -que participa en la reunión de emergencia del Consejo Permanente de la OEA- ha recomendado al presidente despuesto que desista de "realizar alegaciones incendiarias y de actuar como si estuviera protagonizando una película antigua".
Anselem recordó que Washington previno a Zelaya, en repetidas ocasiones, para que no regresara a Honduras sin que antes hubiera un acuerdo y responsabilizó, tanto al mandatario depuesto como a quienes le ayudaron a entrar en Honduras, de la violencia política desatada desde su regreso entre sus partidarios y el Ejército hondureño.
"Al haber escogido, con ayuda exterior, regresar por sus propios medios, el presidente Zelaya y aquellos que han facilitado su regreso tienen una responsabilidad especial de las acciones de sus seguidores", subrayó. Anselem instó a Zelaya a "ejercer liderazgo" para contener a sus seguidores y al Gobierno golpista a garantizar "la restricción y contención" de las fuerzas de seguridad que mantienen sitiada la Embajada brasileña en Tegucigapla, donde permanece refugiado el presidente derrocado desde que regresó al país el pasado lunes.
El diplomático estadounidense deploró que el Gobierno de facto de Roberto Micheletti no autorizara la entrada de una delegación de la OEA el pasado domingo a Honduras, cuyo objetivo era tratar de mediar entre las partes en liza, así como la decisión del mismo de suspender durante 45 días los derechos de circulación, de reunión y expresión.
En cualquier caso, Anselem aseguró que la Administración estadounidense seguirá insistiendo a ambas partes para que alcancen una solución a la crisis política que vive el país en el marco del Acuerdo de San José que, auspiciado por el presidente de Costa Rica, Oscar Arias, defiende el regreso de Zelaya al poder hasta que concluya su mandato legítimo y la celebración de nuevas elecciones presidenciales.
Robert Crumb presenta su versión en cómic del Génesis - El País, es - link (aqui)
Desde la portada se advierte: "El primer libro de la Biblia explícitamente dibujado. ¡No se ha dejado nada fuera!"Hay una parte entera del mundo donde la Biblia no importa"
ANA TERUEL - París - 29/09/2009
Tras cuatro años de trabajo minucioso, del que todavía se dice "en recuperación", Robert Crumb emprende otro maratón: el de la promoción de uno de los álbumes más esperados del año, Génesis, que saldrá en España a la venta el 23 de octubre editado por La Cúpula. "No ha bastado con pasar todo ese tiempo trabajando con ella, ahora tengo que seguir hablando de ella", bromeó Crumb en referencia a la Biblia, ayer en París, donde recibió a la prensa antes de iniciar una gira estadounidense.
En Génesis, el padre del cómic underground firma una adaptación literal del origen bíblico del universo basado en la traducción de la Torá al inglés de Robert Alter y en la Biblia de King James. Un relato en el que, según Crumb, no hay necesidad de "sátira". "Ya es de por sí bastante disparatado y, sin embargo, está muy arraigado en nuestra cultura".
El artista estadounidense se ha ceñido a ilustrar "cada pequeño detalle" del texto, sin añadidos ni tampoco censuras. Violencia, incestos, violaciones y un papel de la mujer diferente al asumido. "Descubrimos que hay toda una serie de historias matriarcales escondidas, aspectos enteros de unos personajes femeninos fuertes que se han pasado por alto" .
Crumb, afincado desde principios de los noventa en el sur de Francia, comparó la magnitud de su trabajo con poner las vías del Transiberiano. "Jamás lo hubiera hecho cuando era joven, no tenía la paciencia suficiente. Además, todo lo que hice de joven estaba inspirado en las drogas, ahora estoy sobrio". "No he encontrado ninguna inspiración intelectual, es demasiado primitivo", zanjó.
Génesis se publicará a finales de octubre en una decena de países en Europa, en Estados Unidos y en Brasil, con portadas adaptadas a cada uno. La estadounidense, por ejemplo, tiene la advertencia de que no es apto para niños, no se vaya a confundir con un cómic destinado a explicar el Antiguo Testamento a la infancia, mientras que la brasileña es la más sobria. De momento, no hay ningún acuerdo con Asia, aunque Corea del Sur parece estar interesada. "Hay una parte entera del mundo donde no importa lo más mínimo la Biblia", añadió.
EUA criticam 'volta tola' de Zelaya - Estadão online - link (aqui)
Embaixador na OEA qualifica retorno de líder deposto de 'atitude irresponsável' e ataca 'os que o ajudaram'
Gustavo Chacra, NOVA YORK
Veja também:
Discurso faz Amorim queixar-se a Hillary
Serra vê 'trapalhada'; Sarney critica uso político da missão
Micheletti já admite rever estado de sítio
Ação do Brasil agrava impasse, dizem hondurenhos
"A volta de Zelaya sem um acordo é irresponsável e não serve aos interesses do seu povo e daqueles que defendem uma solução pacífica para o restabelecimento da ordem democrática em Honduras. Ele deve parar e desistir de fazer alegações inflamadas e de agir como se estivesse estrelando um filme antigo", disse Amselem. Ele acrescentou que "optando, com ajuda externa, por retornar por seus próprios meios, Zelaya e os que facilitaram sua volta, possuem uma responsabilidade especial pelas ações de seus simpatizantes".
Questionado pelo Estado se o diplomata se referia a países como a Venezuela (que ajudou Zelaya) e Brasil (que o abrigou em sua embaixada), Charles Luoma-Overstreet, responsável por América Latina do Departamento de Estado, disse que não. "Criticamos as ações de Zelaya e do governo de facto. Não mencionamos país algum", afirmou.
Em Brasília, o assessor especial da Presidência da República, Marco Aurélio Garcia, criticou a declaração de Amselem dizendo que ela revela o "caráter ambíguo da diplomacia americana". "Foi uma declaração infeliz", disse Garcia.
O governo de Barack Obama sempre deixou claro ser contrário a um retorno não negociado de Zelaya a Honduras. As tentativas de entrar de avião e por terra receberam críticas de autoridades americanas. Na avaliação dos EUA, a única saída para o impasse seria um pacto negociado pelo presidente da Costa Rica, Oscar Arias, ou pela OEA.
Após o retorno de Zelaya, começaram a emergir alguns atritos entre brasileiros e americanos. Inicialmente, a embaixada dos EUA contribuiu com a do Brasil fornecendo ajuda emergencial. A secretária de Estado Hillary Clinton conversou várias vezes com o chanceler Celso Amorim e os dois países aparentavam agir de forma coordenada. Mas a decisão brasileira de enviar uma carta ao Conselho de Segurança da ONU para discutir a questão da segurança da Embaixada do Brasil em Tegucigalpa não foi bem recebida pelos EUA.
A embaixadora americana na ONU, Susan Rice, expressou a Amorim sua insatisfação com a ação brasileira, afirmando que o conselho não era o fórum apropriado. Mas Overstreet nega que as relações entre EUA e Brasil tenham se deteriorado.
Após dez horas de debate, o Conselho Permanente da OEA não chegou a um consenso de declaração sobre Honduras e limitou-se a pedir o diálogo e a reconciliação no país. Segundo fontes, um desacordo por causa de um parágrafo sobre as eleições previstas para novembro levou ao impasse entre os países-membros.
Janio de Freitas - Folha de São Paulo - link (aqui)
Os erros, ou nem tanto
A situação de Manuel Zelaya na embaixada depende muito dos pressupostos políticos de quem a considere |
Considerados os seus fins, os golpistas vinham agindo com bastante habilidade tática, e por isso mantendo os países adversários do golpe entre acuados e omissos. Mas barrar a entrada de funcionários da OEA, que preparariam a visita de uma comissão de diplomatas assim impedida também, soa como um despertador na organização caída em letargia desde o fim da Guerra Fria.
Um erro seguido de outro é, em geral, tomado como indício de perda de controle. Mas tanto pode ser isso quanto o oposto: a atitude mal pensada por excesso de confiança.
As duas interpretações cabem, a gosto do freguês, no segundo erro dos golpistas hondurenhos, simultâneo ao outro. É o ultimato dado ao governo Lula para definir em dez dias (agora oito), nos termos das convenções internacionais, a situação em que o derrubado Manuel Zelaya se abriga na embaixada brasileira. Ultimato acompanhado da ameaça de cassação das imunidades e outros direitos da embaixada, o que implica ameaças piores.
Em termos políticos, Lula está posto sob pressão ainda maior do que a OEA. É o seu prestígio internacional, joia maior das suas atuais vaidades, que está posto em xeque pelos hondurenhos do golpe.
O risco de uma situação ainda mais complicada é real, caso a OEA se mantenha em reuniões, consultas, sondagens, emissários inúteis e outras habituais protelações. E o Conselho de Segurança da ONU, já enrolado com o Irã e a Coreia do Norte, ainda ache que o impasse entre Brasil e Honduras vale apenas uma nota. Posição do conselho (e, nele, em especial dos Estados Unidos) que sugere uma subjacente represália à insistência do Brasil em integrá-lo, e em ver esse poder mundial reformado e compartilhado por mais países.
A situação de Zelaya na embaixada depende muito dos pressupostos políticos de quem a considere. Os opositores ao governo Lula, os de visão mais convencional e conservadora, são incessantes na opinião de que Zelaya fazer política de dentro da embaixada "é um absurdo", "transformou a embaixada na casa da mãe joana", e por aí. Mas se Zelaya é o presidente legítimo de Honduras e está na embaixada apenas na condição de hóspede, como considera o governo Lula, então o absurdo estaria em tolher-lhe a palavra e o direito de usá-la em defesa da causa democrática.
Censura que, de sua parte, o governo golpista aprofundou agora, cassando por oposição ao golpe a Rádio Globo, claro que a de lá, e um canal de TV. Seria o suficiente para avolumar-se uma campanha contra os novos inimigos declarados da liberdade de informação e opinião. Mas o antigolpismo é seletivo, como ensinou a imorredoura doutrina da Guerra Fria. Então, o que podia ser o terceiro erro tático é, na prática, só mais uma atitude lógica, do ponto de vista do poder golpista.
Clóvis Rossi - Folha de São paulo - link (aqui)
Pede para sair, Zelaya
SÃO PAULO - Se eu fosse do governo brasileiro, chamaria o capitão Nascimento, o personagem desse excelente ator que é Wagner Moura em "Tropa de Elite", para dizer "pede para sair, Zelaya". É a única solução para acabar com o esculacho na missão em Tegucigalpa.
Tudo bem condenar o golpe contra Manuel Zelaya em Honduras. Tudo bem também com a concessão pela embaixada brasileira de abrigo, hospedagem ou como se queira chamar, ao presidente vítima de um golpe mal disfarçado em ato constitucional.
Mas é demais deixar que o hóspede vire dono da casa, como está demonstrado nos textos desse brilhante repórter chamado Fabiano Maisonnave. Pior ainda é deixar que Zelaya faça, de território brasileiro, convocações para a resistência, o que não viola apenas as normas que caracterizam o asilo (pode não ser tecnicamente asilo o status de Zelaya, mas equivale a ele e o seu comportamento, por extensão, também tem que ser equivalente).
Viola acima de tudo a obrigação de qualquer líder político decente de proteger os seus. É covarde e indecente convocar manifestações refugiado na embaixada brasileira, sabendo que quem ouvir o chamado corre risco até de vida. Um líder político decente tampouco se cerca de ladrões -de celulares e até de toalhas-, como os que se "hospedaram" na embaixada.
Aliás, gente decente não constrange os anfitriões levando uma penca de "convidados" para a casa que lhe abriu as portas.
Zelaya continua sendo o presidente legítimo de Honduras, até porque não consta que a Constituição hondurenha -ou qualquer outra- inclua decência entre as qualidades para ser presidente.
Mas fica a cada dia mais claro que não há no drama hondurenho, agora transformado em ópera-bufa, um só personagem que pessoas decentes gostariam de convidar para o aniversário dos filhos.
Um passo atrás - Editorial - Folha de São Paulo - link (aqui)
Brasil se intromete mais do que deve em Honduras e toma atitude estranha de negar-se ao diálogo com governo de fato
O Brasil perdeu o mando sobre sua embaixada em Tegucigalpa. A casa está ocupada por cerca de 60 militantes, que acompanham o presidente deposto, Manuel Zelaya. Devido à omissão do governo brasileiro, Zelaya e seu séquito transformaram uma representação diplomática estrangeira numa tribuna e num escritório político privilegiados.
O salvo-conduto para o proselitismo chegou ao ápice no sábado. De dentro da embaixada brasileira, Zelaya conclamou a população do país à revolta. Se o Brasil considera o presidente deposto seu "hóspede", deve impor-lhe a regra fundamental da hospitalidade diplomática: calar-se sobre temas políticos internos. Do contrário, caracteriza-se intromissão de um país estrangeiro em assuntos domésticos hondurenhos.
A propósito, terá o Itamaraty controle sobre todos os cidadãos alojados em sua representação? Sabe, de cada um, a nacionalidade e o motivo de estar ali? O abrigo deveria restringir-se a Zelaya e seus familiares próximos; todos os demais precisam ser retirados da embaixada. Não cabe ao Brasil hospedar a guarda pretoriana do presidente deposto.
Outra posição cada vez mais estranha do Brasil é a recusa absoluta de negociar com o governo interino de Roberto Micheletti. Tal intransigência contraria a tradição diplomática do Itamaraty, não contribui para a dissolução do impasse e cai como uma luva para o objetivo do chavismo -interessado em prolongar a desestabilização política em Honduras.
O presidente Lula negocia com a ditadura cubana e a favor dela interveio na Assembleia Geral da ONU. Em Nova York, afagou o presidente do Irã, Mahmoud Ahmadinejad, que acabava de reiterar a negação do Holocausto e ser flagrado em nova trapaça nuclear. Logo depois, na Venezuela, Lula se reuniu com golpistas africanos e ditadores homicidas do continente, como Robert Mugabe (Zimbábue) e Muammar Gaddafi (Líbia) -o líder sanguinário do Sudão não pôde comparecer porque poderia ser preso numa conexão aérea.
O regime chefiado por Roberto Micheletti em Honduras ocupa categoria bem mais tênue de ilegitimidade democrática. Violou a Constituição ao expulsar do país um presidente eleito, quando a ordem da Corte Suprema era de prender Zelaya, por afronta a essa mesma Carta. O governo interino, contudo, respeitou a linha sucessória constitucional, assegurou o poder em mãos civis e manteve o calendário das eleições presidenciais, marcadas para 29 de novembro.
O Brasil precisa recobrar a lucidez diplomática -e, com ela, a sua capacidade de mediação. Ajudar a dissolver o impasse é a melhor contribuição que o Itamaraty tem a oferecer no caso de Honduras.























